DON PINO FAZIO: DALL’ALTARE ALL’ULTRAMARATONA

Nel mondo del podismo si fanno tanti incontri ma quello con Don Pino Fazio è stato da subito molto particolare: eravamo alla Ultra Maratona delle Fiabe a Rapone (PZ) e mentre presentavo i top runner della manifestazione mi si avvicina un atleta con un foglietto in mano dicendomi se potevamo recitare, prima della partenza, la Preghiera del maratoneta.

Ho avuto modo di incontrare nuovamente Don Pino, guarda caso in un’altra ultra maratona, e non mi sono fatto scappare l’occasione di fare quattro chiacchiere con una persona veramente molto interessante.

1)Credo che non sia facile per te conciliare la vocazione religiosa e l’impegno sportivo, anche perché oggettivamente sarebbe più semplice dedicarsi ad uno sport di squadra o ad a un’attività sportiva un tantino meno impegnativa. Ma la scelta è ricaduta sulla ultramaratona. C’entra qualcosa il fatto che nel tuo paese Curinga si svolga da alcuni anni una sei ore?

Si. Ho iniziato a fare sport maturando in me stesso la convinzione della satira di Giovenale “Orandum est ut sit mens sana in corpore sano” (tradotto in italiano “Bisogna pregare affinchè ci sia una mente sana in un corpo sano”). L’uomo dovrebbe aspirare alla sanità dell’anima e la salute del corpo. Quindi il corpo e l’anima possono crescere e svilupparsi soltanto insieme (ad esempio facendo sport dovrebbe aumentare il coraggio della persona nell’affrontare le avversità della vita). C’è un’unità psicofisica in ciascun uomo. In me la sedentarietà e l’obesità stavano prendendo il sopravvento impedendomi di dare il meglio di me stesso, anche dal punto di vista pastorale. Nel 2015 pesavo 128 Kg, avevo quindi raggiunto il limite e dovevo fare inversione di marcia, soprattutto per stare meglio ed evitare anche eventuali malanni futuri. Così ho iniziato a fare sport comprando un tapis-roulant e correndo su di esso per 45 minuti ogni sera. Poi dopo 5-6 mesi ho iniziato a uscire facendo 8-10 Km. Mi sentivo molto meglio. Col passare del tempo e con un po’ di impegno ho perso in due anni 40 Kg, aumentando i Km percorsi fino a 28. Poi la sei ore di Curinga mi ha dato gli stimoli per affrontare le ultramaratone e così è iniziata la mia avventura da ultramaratoneta.

2) Come fai a trovare il tempo per poterti allenare in modo costante? Non hai paura che i tuoi parrocchiani possano criticarti per il tempo che “perdi” nel dedicarti allo sport?

Mi alleno 2 volte alla settimana in orari che non mi impediscono di svolgere al meglio le mie attività parrocchiali. Per questo esco alle 12.00 per gli allenamenti e termino alle 14.30. Quindi unisco lo sport a due digiuni settimanali e anche alla preghiera.

3)  Preghiera ed attività sportiva sono due attività molto intime dell’animo umano: sono conciliabili?

Si sono molto conciliabili per diversi motivi: correre aiuta a contemplare la natura e ad apprezzarla come dono di Dio; inoltre è manifestazione di gioia e di lode a Dio per il dono della vita; poi ci aiuta a sentirci parte di un mondo meraviglioso in cui bisogna rispettare tutti e amare il prossimo. Io spesso, mentre corro, ascolto alcuni canti di Chiesa ritmati e trasformo lo sport in preghiera. Poi quando si fa sport da ultramaratoneta ci sono anche dei momenti difficili da superare in cui si chiede l’aiuto al Signore. Finora non ho incontrato ultramaratoneti atei. Poi bisogna anche capire che l’attività del corpo aiuta l’anima ad essere più attiva. Quindi lo sport aiuta la preghiera, favorisce la meditazione, aiuta l’anima ad elevarsi con più facilità verso Dio.

4) Riesci a coinvolgere nell’attività sportiva dei colleghi o dei tuoi parrocchiani?

Con alcuni sacerdoti ci ritroviamo una volta al mese per fare una partita di calcio: questo è già tanto. I miei parrocchiani penso che trovino in me anche un motivo per vincere la sedentarietà anche perché mi hanno conosciuto obeso. Fare sport fa bene a tutti.

5) Il Tuo ricordo più bello durante una gara podistica qual’è stato?

I ricordi sono tanti ma molte di più le emozioni. I momenti più belli nelle gare sono la partenza e l’arrivo (come anche nella vita i momenti fondanti sono la nascita e la morte…). Però posso dire che durante la corsa vivo momenti molto belli soprattutto quando ringrazio il Signore.

6) Ti imbarazza parlare pubblicamente di questa Tua attività ?

No. Quando qualcosa è bello e fa bene non bisogna nasconderlo.

7) Prossime gare?

Io penso di fare 5-6 gare all’anno. Il 23 marzo vado a Putignano (BA) per la sei ore di S. Giuseppe. E’ il santo di cui porto il nome. Quando mi assento per qualche gara è ovvio che la mia parrocchia non rimane senza sacerdote perché provvedo in tempo a trovare i sacerdoti disponibili che svolgeranno tutto ciò che è necessario.

8) Come è nata l’idea di comporre e recitare “La preghiera del maratoneta”?

E’ un modo per affidare a Dio la gara podistica che sta per iniziare e che avrà momenti belli ma anche altri di fatica. Nella preghiera la maratona è paragonata alla vita. Quindi è uno stimolo a vivere la vita chiedendo sempre l’aiuto di Dio perché tutto si svolga per il meglio. Andrebbe pregata in tutte le gare.

 

9) Come si comporta quando sente nel gruppo qualcuno che dice parolacce o frasi sconvenienti?

Bisogna aiutare le persone a riflettere con calma imparando a dominarsi, soprattutto nelle parole, quando si è esasperati per qualche motivo o qualche sofferenza soprattutto psicologica. Lo sport aiuta a scaricare tensioni accumulate e quindi a calmarsi. Dopo mezz’ora di attività fisica il cervello sviluppa una sostanza, l’endorfina, che dà un senso di benessere fisico e psicologico. Consiglio di fare molto sport a tutti coloro che portano un po’ di rabbia nel cuore ma anche a coloro che si sentono un po’ depressi, abbattuti, soli. Alcune volte fare sport vale molto di più dell’uso dei psicofarmaci.

Don Pino Fazio da Curinga testimonia il fatto che non bisogna fare dei tempi super per essere dei grandi podisti ma si è grandi nella corsa anche con la forza interiore!

 

 

LE 100 MARATONE/ULTRA DI MARIELLA DI LEO

 

Domenica scorsa a Lucera in occasione della prima edizione della “6 ORE DI LUCERA CITTA’ D’ARTE”, magistralmente organizzata dal locale team podistico guidato dal mitico Domenico Martino, c’è stata la festa alla simpaticissima maratoneta pugliese Mariella Di Leo, che ha disputato la 100° maratona/ultra della sua carriera.

Erano in tanti ad urlare il suo nome su tutto il circuito cittadino di Lucera, a  partire dallo speaker della manifestazione Roberto Paoletti  ed a seguire moltissimi colleghi podisti che hanno condiviso, negli ultimi anni,  chilometri e chilometri con la bionda stakanovista podista pugliese, che nell’occasione sfoggiava un bel paio di occhiali da sole con il simbolo 100.

Durante la giornata c’è stata l’occasione per fare un po’ il punto della situazione della carriera della infaticabile Mariella, che si è resa disponibile a rispondere ad alcune domande.

Cosa significa disputare 100 maratone/ultra?

“Aver raggiunto questo traguardo per me é la conferma che nella vita  se vuoi puoi andare oltre, io non dico che possiamo fare tutto, ma almeno possiamo provare…io non pensavo mai di riuscire a fare una di maratona,oggi ne ho fatte in effetti parecchie!”

Ti ricordi la Tua prima maratona ?
“La prima maratona é come il primo amore,non si scorda mai: Maratona di Roma 2010..ho tagliato il traguardo piangendo come una bambina ma con la consapevolezza di aver scoperto di avere una forza da guerriera!”

Festeggiare questo evento a Lucera pare che non sia stato casuale vero?
“Ho scelto volutamente Lucera perché innanzitutto volevo vivere il mio traguardo nella mia terra,circondata dai miei amici , poi mi piace sostenere le nuove iniziative e vedere che era la 1^edizione non mi ha fatto esitare a scegliere Lucera e sono stata felice della mia scelta perché ho trovato  organizzazione, accoglienza, assistenza, percorso, premiazioni, pacco gara, medaglia, volontari, ristori….tutto degno di una gara con esperienza decennale,ci hanno messo il cuore…10 e lode a tutti!”

Si conosce il Tuo impegno nel sociale oltre che in quello sportivo; puoi dire qualcosa a riguardo?
“Quando corri ogni Domenica, in tutta Italia, vivi e vedi realtá sempre nuove. Io ho incontrato una volta un gruppo che accompagnava un ragazzo disabile, tornata a casa li ho cercati e ho chiesto di unirmi a loro, sono le maratone piú belle che ho vissuto: mettere le mani su quella carrozzella ti da la consapevolezza di diventare le loro gambe e questa cosa non si puó descrivere. Grazie a Fabrizio ,Alessandro,Tommaso e Michele che mi permettono questo!”

Cosa Ti senti di dire a tutte quelle ragazze che sostengono che non hanno tempo per poter dedicare all’attività sportiva in generale ed alla corsa in particolare?
“A chi mi dice: non ho il tempo! rispondo: non ti vuoi bene abbastanza!
Per correre non serve gran che: un pantaloncino, una maglia, un paio di scarpe e tanto amore per se stessi. Io quando ho cominciato avevo i bambini piccoli e non volendo togliere nulla al mio ruolo di mamma, moglie e figlia, andavo quando tutti dormivano, la mattina alle 5…quella corsa mi regalava un energia pazzesca e riuscivo a fare e a dare tutto al meglio..provare per credere!”

Racconta un aneddoto curioso avvenuto durante una gara.
“In gara ho vissuto esperienze uniche e indimenticabili. Alla Maratona di Torino durante la gara chi mi era vicino stava mollando, non voleva piú vedere la strada, era sfinito…gli ho fatto chiudere gli occhi, l’ho preso per mano e l’ho portato al traguardo contando ad alta voce i metri che ci mancavano a raggiungerlo…a pochi metri dal traguardo mi ha preso in braccio e abbiamo tagliato il traguardo cosi.. indimenticabile!”
Quale sarà il prossimo obiettivo?

“Prossimo obiettivo: ritorno a New York e vorrei aggiungere altri due tasselli per conquistare il traguardo della “Major”(Londra 2019 e Chicago 2019).”

Al traguardo Mariella era raggiante (abbracciata dai tanti colleghi del team Barletta Sportiva, sua seconda famiglia e dai podisti del Club Supermarathon)  come se non avesse corso i 43 km previsti tanto era la felicità per aver raggiunto un traguardo così importante proprio nella sua Puglia!

 

LE MARATONETE ITALIANE BATTONO I MARATONETI ITALIANI

E si…è proprio vero che il gentil sesso è sempre più forte in molti ambiti e dal 2018 lo è anche nella regina delle gare di atletica, ovvero la maratona!

Infatti, nel corso dell’ultimo anno, si è registrato un calo generale del 4% (37.874 gli italiani che hanno chiuso almeno una maratona) rispetto all’anno record del 2017 (39.460). Però il dato particolare è che mentre i maratoneti scendono dai 32.755 del 2017 ai 31.002 dell’ultimo anno, le maratonete crescono costantemente dal 2013 fino ai 6.871 del 2018.

Nel consueto censimento annuale sui numeri ed abitudini dei maratoneti italiani è emerso anche che la Maratona di Roma è stata la più partecipata (11.675 classificati) seguita da quella di Firenze (7.606) e sul gradino più basso dell’ipotetico podio sale la Maratona di Milano con 5556 atleti all’arrivo di Corso Venezia.

Altro dato importante sulle abitudini dei maratoneti italiani è la voglia di gareggiare i 42.195 metri oltre confine: la maratona all’estero con la più alta presenza di italiani è come al solito la Maratona di New York (2.983) che precede quella di Valencia (1.870) e la Maratona di Berlino (1.019).

Infine, in tutto il territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, si sono disputate ben 106 maratone, mentre i maratoneti italiani sono stati classificati in 126 maratone in tutto il mondo.

Il miglior maratoneta italiano con il tempo di 2h 10’ e 45’’ è stato Stefano Meucci, mentre la migliore maratoneta è stata Sara Dossena con il tempo di 2h 27’ 45’’.

Intanto nell’ambiente dei maratoneti non è passata inosservata la notizia bomba, di portata storica, che parla di un’apertura per tutti i maratoneti alle Olimpiadi di Parigi del 2024: sicuramente molti maratoneti italiani, ma anche molti abruzzesi stanno già preparando il trolley!

L’annuncio del Comitato Olimpico è stato il seguente:  “Per la prima volta nella storia dell’olimpismo, Parigi 2024 vi permetterà di correre la maratona nello stesso giorno e nelle stesse condizioni degli atleti olimpici. Un’esperienza unica che vi segnerà per la vita”.

DA 120 Kg. A 42 Km…LA CORSA DI PASQUALE GIZZI IL PODISTA (EX)TRA LARGE

E’ nato quasi per gioco con una sfida con un suo amico “l’impresa salutista-sportiva” di Pasquale Gizzi, che nel Novembre 2017, sceso dalla bilancia che segnava un bel 120 Kg. tondi tondi, ha deciso di mettersi a dieta e fare sport.

Seguito da un medico-nutrizionista ha impostato una dieta ferrea associando alla stessa la camminata sportiva che lo ha portato, quasi per gioco, a provare l’esperienza di una maratona camminando a passo veloce in quel di Roma nell’Aprile 2018.

Non pago, nel maggio successivo iniziava a fare tutto un po’ più seriamente, dopo essersi iscritto alla Podistica S. Salvo, cominciando a correre, approfittando del fatto di aver perso alcune taglie.

Nell’autunno 2018 l’esordio…. di corsa nella Mezza Maratona di Bruxelles ed a seguire nella Reggia-Reggia a Caserta, sempre sui 21 km.

L’idraulico sansalvese non si è certo fermato qui; anche perché alzarsi almeno tre volte a settimana alle 5.30 del mattino per allenarsi doveva necessariamente significare qualcosa di più importante per una persona con una grande forza di volontà come Pasquale.

E così, coadiuvato dal suo amico-allenatore Alessio Altieri, fiero di aver raggiunto la soglia dei 72 Kg., domenica scorsa ha corso la sua prima maratona a Terni concludendo con il rispettoso tempo di 4h 16’ la Maratona di S. Valentino.

Pasquale Gizzi con l’ausilio di una corretta alimentazione ed una costante attività fisica è riuscito a “trasformarsi” fisicamente lasciando per strada una cinquantina di kg. e raggiungendo la soddisfazione, come ce ne sono poche al mondo, di chiudere una maratona di corsa, portando a casa il prezioso trofeo della medaglia degli innamorati ….della vita!

IN BICI O DI CORSA L’EDUCAZIONE STRADALE …QUESTA SCONOSCIUTA

Quando si corre a piedi o si va in bici, nonostante la presenza sul nostro territorio di qualche chilometro di pista riservata, è inevitabile che il ciclista o il podista vada a configgere con l’automobilista. Mi è capitato più volte di vivere scene raccapriccianti o sulle strisce pedonali o anche nelle piste ciclo-pedonali, addirittura anche tra ciclisti e podisti. Però, la scorsa domenica, in occasione di una maratona in Spagna, ho avuto modo di riflettere sull’argomento anche alla luce di una telefonata che ho ricevuto da un’amica qualche giorno prima proprio sull’argomento.

Ma andiamo con ordine.

A Las Palmas la maratona aveva praticamente invaso l’arteria principale della città, cosicché i ciclisti erano costretti a percorrere la pista che invece normalmente era riservata ai podisti. Ad un certo punto, sotto i miei occhi, ho visto due gruppi di ciclisti, provenienti da direzione opposta, che rischiavano di scontrarsi; invece grazie alla bassa velocità di marcia ed al loro buon senso, nell’incrociarsi si sono saputi ben evitare e anzi ho visto sorrisi e reciproche pacche sulle spalle.
Tornando alla telefonata della mia amica (peraltro anch’essa podista) la stessa mi raccontava di una domenica mattina che nel mentre usciva di casa con la sua automobile si imbatteva in un gruppo di podisti sulla strada riservata alle automobili. Istintivamente ha usato il clacson per avvisare i podisti della sua presenza ma, di tutta risposta, è stata insultata e apostrofata in malo modo.
La mia amica è rimasta sbigottita dall’atteggiamento dei podisti e mi ha fatto notare la spiacevole situazione nella quale si era venuta a trovare.
Ora il problema è tutt’altro semplice da dirimere perché occorrerebbe tener conto di tante situazioni particolari ma credo che la cosa più importante è che sia il ciclista che il podista siano “armati” di buon senso e buona educazione.
L’episodio dei ciclisti spagnoli mi ha fatto riflettere sul grado di educazione stradale e di rispetto reciproco esistente tra gli sportivi di quel paese che, nell’occasione, invece di insultarsi reciprocamente si sono scambiati sorrisi e saluti.
Ma perché ciò non è possibile anche da noi?
Certe domeniche mattina mi imbatto con ciclisti che corrono ad oltre 40 km/h in una stradina di poco più di un metro e mezzo che urlano per avere strada…..
Dove sta il buon senso in quella situazione….a pochi metri da quella pista (che loro rivendicano essere solo ciclabile) vi è una strada piatta e larga dove possono “volare” come credono senza mettere in pericolo la loro è l’altrui incolumità.

Sempre sull’argomento devo segnalare l’atteggiamento degli automobilisti e dei pedoni in occasione della chiusura delle strade in una grande città a seguito di una maratona: si scatena il finimondo; veniamo puntualmente insultati e maltrattati perché impediamo la loro libera circolazione. Ricordo di un episodio durante la mia prima esperienza nella maratona di Milano (città poco paziente con i maratoneti); mentre percorrevo stancamente gli ultimi chilometri di una freddissima e massacrante maratona venivo letteralmente aggredita da una vecchina che con un forte accento milanese mi intimava: “….ma giovanotto dove va? Non sa che il primo è passato circa due ore fa?…Ma cosa corre a fare ancora…”!!!

LA PODISTICA S. SALVO SUL PODIO DEL CORRILABRUZZO 2018

Alcune domeniche orsono si è svolta la premiazione del circuito podistico abruzzese Corrilabruzzo dove il sodalizio sansalvese è riuscito a salire sul podio della classifica per squadre, rientrando di fatto tra le migliori tre squadre abruzzesi. Infatti il team, guidato in maniera impeccabile dal Presidente Michele Colamarino, è stato preceduto solo da due squadre del calibro dei Runners Chieti e Runners Pescara, rispettivamente prima e seconda.

Lo scorso sabato vi è stata l’annuale assemblea della Podistica S. Salvo durante la quale è stato approvato all’unanimità il bilancio 2018. Erano presenti la maggior parte dei 120 iscritti al gruppo podistico e, nell’occasione è stato consegnato a tutti gli atleti le nuove divise sociali sponsorizzate da MEDICAL CENTER, il borsone sponsorizzato da IMISCA ed il k-way sponsorizzato da CIMID.

Nell’occasione si è parlato del programma 2019, nel quale sono previste numerose trasferte, a partire dalla prossima Maratona di Roma, nonché l’organizzazione di più eventi sportivi tra i quali il Memorial podistico “Dino Potalivo” (edizione n°16), la gara di Triathlon che si svolgerà a S. Salvo Marina, il Trofeo “Il ragazzo/a più veloce di S. Salvo”, riservato ai ragazzi delle scuole medie di S. Salvo e la 2° edizione della Wine Run.

Visibilmente soddisfatto il Presidente Colamarino, coadiuvato nell’occasione da tutto il direttivo, che ha avuto parole di ringraziamento verso tutti gli atleti biancoazzurri che si sono distinti in questa stagione sportiva appena conclusa.

Alla fine dell’assemblea tutti gli atleti sono stati protagonisti di una conviviale nella quale ognuno ha illustrato, dinanzi ad un buon bicchiere di birra ed ad una gustosa pizza, i propri programmi per il prossimo 2019.

 

GENNAIO: SI RICOMINCIA A CORRERE IN VISTA DELLE MARATONE PRIMAVERILI

Dopo la sbornia natalizia si ricomincia a correre seriamente per preparare al meglio le gare primaverili; in particolare sono moltissime le mezze e le maratone tra marzo e aprile, per le quali bisogna prepararsi al meglio proprio in questo periodo.

Anche se i più testardi maratoneti qualche gara lunga da correre la trovano anche in gennaio. E così domenica scorsa si è corsa la Maratona di Messina (immancabile la presenza di Domenico Martino) e la Ultra Maratona della Pace sul Lamone organizzata dall’abruzzese Enrico Vedilei.

Solitamente in gennaio le più belle maratone sono nei posti notoriamente caldi ed infatti, qualche anno fa, ho convinto la mia “squadra” e siamo partiti alla volta di Dubai.

La Dubai Marathon è famosa per il suo lunghissimo ed interminabile rettilineo da percorrere in andata ed al ritorno nei pressi del lungomare della città araba tra grattacieli e moschee fino ad arrivare alla parte vecchia della città Deira (famosa per i suoi tradizionali souq).

La partenza era fissata per le 6.00 del mattino in quanto, nonostante eravamo in pieno inverno, il caldo si faceva sentire (all’arrivo c’erano circa 30°) condizionando non poco le prestazioni atletiche, specie per me che avevo appena lasciato un Abruzzo super innevato.

Quella di Dubai è stata la maratona n° 42, proprio come i chilometri della gara regina dell’atletica, e di ciò se ne sono accorti anche gli amici di Zona Locale che mi hanno “regalato”, al mio ritorno a casa, un bell’articolo, corredato da belle foto.

L’occasione è stata ghiotta per visitare una delle più moderne e belle città del mondo con il grattacielo più alto al mondo il Burj Kalifa (contornato da bellissime fontane luminose) e la splendida spiaggia, all’ombra dei grattacieli, di Dubai Marina di fronte a Palm Jumeirah e la stupenda moschea di Jumeira ed il famoso albergo sul mare Burj Al Arab, nei pressi del quale era posto sia la partenza che l’arrivo della maratona.

La cosa che ricordo di quella gara è stata la variegata presenza di atleti di etnia asiatica-orientale: infatti tra i 1500 atleti presenti alla competizione vi erano moltissimi indiani, cinesi, giapponesi, iraniani, pachistani e afgani, oltre a numerosi arabi (molte ragazze hanno corso con il tradizionale chador) ed in dirittura d’arrivo sono arrivato con un ragazzino cinese e uno delle Maldive.

RIPRENDERE A CORRERE DOPO LE FESTIVITA’ NATALIZIE

Con il 6 gennaio, “l’Epifania, tutte le feste porta via”. Per sconfiggere la “depressione da festività e, soprattutto, i chili di troppo non c’è di meglio che una bella corsetta, specie nelle ore più calde della giornata (ad esempio: durante la pausa pranzo).

Dopo le maratone alimentari di Natale, di solito la prima priorità è perdere peso, in modo da togliere i chili di troppo. Il passo immediatamente successivo è quello di rimettersi in forma, recuperando così tutto il tempo durante il quale non si è svolto nessun tipo di attività fisica.

Se proprio di correre non viene voglia si può cominciare con qualcosa di più semplice: passeggiare. Non è fortemente impegnativo e farlo almeno tre o quattro volte a settimana, per 35-45 minuti, può aiutare a buttare via i chili in eccesso, ovviamente unito ad una dieta depurativa dopo le sbornie natalizie.

Ovviamente correre aiuta molto di più a “rimettersi in riga”, senza dimenticare che il vero runner si è sempre allenato costantemente, anche tra panettoni e lenticchie!

La corsa, infatti, consente non soltanto di bruciare velocemente calorie, ma anche di riattivare il metabolismo e tonificare tutti i muscoli del corpo, senza passare attraverso il calvario della odiosa e rigida dieta. Non serve diventare maratoneti per raggiungere l’obiettivo di perdere quel paio di chili di troppo accumulati tra pranzi e cenoni. Basta fare qualche chilometro due o tre volte alla settimana, ma con costanza e senza scoraggiarsi se, al primo allenamento, il fiatone arriva troppo presto. Correre in compagnia del partner o di amici sicuramente distrae la mente e permette di avere un approccio migliore con questo sport.

Con le fredde giornate di gennaio, il rischio è quello di lasciarsi impigrire dalle basse temperature o dal sole che tramonta presto. Certo, lo sappiamo tutti che la primavera ha un richiamo più forte, ma anche fare sport in inverno ha un fascino tutto suo.

Ricordo con piacere che alcuni anni fa programmai volutamente una gara tra Natale e Capodanno: era la 6 ore di Lucera che corsi con il mio amico Domenico. Durante le sei ore passate a correre psicologicamente era importante sapere che stavo bruciando tutti quegli eccessi alimentari del pranzo della vigilia e di Natale.

In quella gara non c’era alcun obiettivo particolare se non quello di rimettersi in forma dopo i cenoni ed i pranzi natalizi e “fare un po’ di posto” a quello che doveva ancora venire con il cenone di fine anno ed il pranzo di Capodanno.

CORRERE E MANGIARE DURANTE LE VACANZE DI NATALE

Durante le festività natalizie il runner dovrebbe essere esentato da tutte le cene aziendali, le feste con parenti, le rimpatriate con gli amici, gli incontri culinari con i compagni di squadra (tipo quello svolto la settimana scorsa con la Podistica S. Salvo) perché tutte queste attività extra sportive sono finalizzate a perdere la forma acquisita prima dell’ultima settimana dell’anno.

Invece questo privilegio non ci è concesso ed a questo punto occorre una strategia difensiva.

Se non si ha voglia di continuare con i ritmi di allenamento pre-natalizi (in quanto un po’ di relax, sia fisico che mentale è importante a Natale) l’opzione più semplice rimane certamente quella di fare una bella camminata quotidiana tra i 30 e 60 minuti possibilmente a passo sostenuto per aumentare il dispendio calorico; infatti camminare rimane il metodo più facile per smaltire le leccornie natalizie.

Nell’ipotesi in cui si vuole continuare a correre durante la pausa natalizia (anche perché in teoria ci sarebbe più tempo a disposizione per gli allenamenti) sarebbe buona norma effettuare gli allenamenti mattutini (al massimo un’ora) a digiuno per cercare di bruciare più grassi possibili (specie quelli assimilati in occasione dei bagordi natalizi) oppure sfruttare la cosiddetta “finestra anabolica” per degustare a fine allenamento qualche dolcetto al quale proprio non si vuol rinunciare.

In ogni caso, sarebbe cosa giusta non spizzicare dolci o leccornie varie ad ogni occasione nell’arco della giornata; come contenersi dal consumo di alcolici (vini e spumanti, purtroppo imperversano nel periodo natalizio) a vantaggio del bere tantissima acqua (almeno due litri al giorno), ancor meglio aromatizzata allo zenzero, che ha la capacità di disintossicare.

Ma come comportarsi con le pietanze tipiche nei pranzi e cene natalizie?

La regola è sempre la stessa: nessun cibo è proibito e la moderazione è il segreto di tutto, cercando sempre di non cadere nell’ingordigia.

Personalmente ho una mia regola atavica legata alle varie fasi della giornata; dolci solo al mattino, carboidrati fino a pranzo e cena possibilmente leggera e ricca di proteine; ma non chiedetemi se la rispetto nel periodo natalizio.

Un’altra regola che dovrebbe valere tutto l’anno, per ovvi motivi, ma che nella fase natalizia è quasi d’obbligo è quello di limitare il consumo di sale a vantaggio di altre spezie tipo: curcuma, zenzero, curry, pepe nero, ecc.

La frutta non è mai proibita, anzi in certi pranzi potrebbe essere il naturale sostituto del dolce (specie se servito nel tardo pomeriggio).

Si ma cosa fare con il pandoro ed il panettone che giacciono sotto l’albero di Natale pronti per essere scartati? Certo che si possono mangiare ma non tutti a Natale ….si possono conservare e consumare nelle future colazioni: così da assaporarli spalmati nel tempo (magari una fetta ogni mattina) e non trangugiati tra la vigilia di Natale e S. Stefano!

Insomma, pensare di passare le feste con petto di pollo ed insalatina (alla Ronaldo style) credo che sia un po’ triste e poi c’è sempre il monito: appena finite le feste dieta e maggior attività fisica!

 

I BABBI NATALE IN FUGA A PETACCIATO

Organizzata magistralmente dalla A.S.D. Runners di Petacciato, si è svolta la mattina di S. Stefano la II edizione della gara non competitiva denominata BABBI NATALE IN FUGA VERSO IL SOCIALE rivolta a runners e camminatori della zona.

Su un circuito panoramico cittadino di 2 km ripetuto per 2 volte dai camminatori e 3 volte dai podisti, con l’ausilio di una bella giornata di sole, la manifestazione, avente uno sfondo benefico, è riuscita nel migliore dei modi.

Infatti, erano poco meno di 100 gli atleti presenti nel borgo molisano, con il classico vestito da Santa Claus e scarpette tecniche ai piedi, che tra un panettone ed un pandoro si sono divertiti correndo e scambiandosi gli auguri natalizi.

Ospite della manifestazione Domenico Martino (con il pettorale numero 1) fresco vincitore del campionato italiano di categoria nella 24 ore, svoltasi due settimane fa a Lavello (PZ) e campione italiano sempre di categoria nella 100 miglia, oltre ad aver disputato oltre 200 maratone, riconoscibile sempre dagli indumenti molto colorati disegnati appositamente per lui dalla Giò Sport.

Encomiabili Gabriele Berchicci e Said Boukaki attenti organizzatori, con Michela Crispino ideatrice della manifestazione, in diretta corrispondenza dall’Australia hanno consentito la miglior preparazione delle due gare, anche con l’ausilio di Cristina Limoni (che ha guidato il gruppo dei camminatori) e Annalisa Cristoforetti.

Preziose le parole del Dott. Lucio del Forno prima della partenza che ha ribadito l’importanza del movimento fisico in tutte le età complimentandosi con la società sportiva di Petacciato sempre attenta all’argomento.

Il ricavato della manifestazione è stato destinato per l’acquisto del materiale didattico per la scuola materna di Petacciato.