20/20 CALA IL SIPARIO SULLE ULTRA E MARATONE VIRTUALI….E’ STATA UN’ESPERIENZA MAGICA…QUASI FIABESCA

Con la Venti di speranza…venti di dono si conclude l’esperienza di corsa virtuale che ha unito un po’ tutto lo stivale grazie alla collaborazione di centinaia di maratoneti che non solo hanno corso come hanno potuto, specie all’inizio di questa avventura (sui balconi e terrazzi, tapis roulant, avanti ed indietro sotto casa…ecc.) nel rispetto dei vari Decreti, ma gli stessi si sono largamente distinti per la solidarietà messa in campo con la raccolta fondi che ha superato la cifra di € 30.000,00.

Un grosso grazie va rivolto a colui che ha ideato e coordinato l’iniziativa, ovvero il mitico Presidente del Club Supermaratoneti Paolo Gino, che è sempre stato un po’ la voce narrante, il filo conduttore di questa iniziativa, che grazie all’apporto dei social, è entrato nelle case di tutti noi maratoneti-scrittori.

Quando è stata ideata questa iniziativa c’era la speranza che la fine del calendario delle maratone virtuali coincidesse con la ripresa reale delle competizioni, ma purtroppo, tranne qualche raro caso, così non è stato, tant’è che per la ripresa vera delle gare bisogna spettare l’autunno, sempre COVID permettendo.

Non potevo chiudere questa serie di racconti senza non ricordare una gara, una ultramaratona per la precisione, dove ho lasciato un pezzo di cuore nelle tre edizioni svolte; parlo della Ultramaratona delle Fiabe di Rapone (che proprio qualche settimana fa è stata ufficializzata la cancellazione dell’edizione 2020).

Sono state tre edizioni caratterizzate dalla competenza e professionalità degli organizzatori (Antonio Leopardi Barra e Massimo Faleo in testa) coadiuvati dall’Amministrazione Comunale che subito ha intuito l’iniziativa quale veicolo per promuovere il territorio, e soprattutto dalla presenza della maggior parte dei supermaratoneti (almeno quelli del Centro-Sud), che hanno onorato al meglio la competizione, nonostante un percorso molto impegnativo ed una temperatura praticamente estiva.

Nelle tre edizioni ho avuto il piacere di conoscere ed intervistare grandi campioni (A. Di Cecco, S. Velatta, ecc.) ma soprattutto ho avuto modo di apprezzare il grande sacrificio e la grande umiltà dei tanti maratoneti-amatori che, come ogni domenica, si impegnano con modestia e sacrificio al fine di concludere la gara.

E così vedere gareggiare il salentino Carignani, il mitico Martino (che nell’ultima edizione sfoggiava un coloratissimo completo accompagnato da un ombrello) il recordman Ancora, il grande Gemma, Don Pino Fazio (che ha declamato alla partenza la preghiera del maratoneta), l’instancabile Capecci, i coniugi Rizzitelli (quasi 2.000 maratone in due), i pugliesi D’Avanzo e Giuliani, il siciliano D’Errico,  il molisano Iademarco e l’abruzzese Catalano è stato veramente un’emozione grandissima accompagnato anche dalla forte presenza femminile sempre presente in questa gara quali Mariella Di Leo, Cristina Petruzzelli, Paola D’Anteo, le mitiche sorelle Liberati,  Sofia Fattore, Roberta Varricchione, Mimma Caramia e le top Dora Trisolino e Emma Delfine.

La speranza è che dopo questa strana estate senza gare possiamo al più presto rivivere le magie e le atmosfere fiabesche, che ho toccato con mano proprio a Rapone, tornando a correre ed a divertirci come abbiamo sempre fatto, con la consapevolezza di aver finalmente sconfitto questo fastidioso virus.

 

18/20 GRAN SASSO C’E’….L’ABRUZZO CHE CORRE…

La diciottesima maratona/ultra fa finalmente tappa nel mio Abruzzo con la 50 Km del Gran Sasso virtuale.

Di questa gara conosco poco…..ma sicuramente non mi sfugge l’organizzatore, ovvero il mitico Presidentissimo della Manoppello Sogeda Franco Schiazza. Ho un bel ricordo di questo fantastico organizzatore nonché maratoneta: la sua 100° maratona corsa lo scorso ottobre in occasione della Maratona di Pescara.

Era una persona felice per la sua impresa contornato da un folto gruppo di amici e parenti che lo hanno veramente coccolato, insieme ai suoi compagni di squadra, in tutti i 42.195 metri sul lungomare di Pescara. E quando finalmente la voce dello speaker storico abruzzese Roberto Paoletti ha annunciato il suo arrivo in Piazza Salotto sono cominciati i festeggiamenti finali per la storica impresa sportiva del presidentissimo.

Quel giorno, pieno di sole, ho visto nei suoi occhi l’emozione e la felicità di un ragazzino che stava per compiere un’impresa che aspettava da tempo. E così tra brindisi, canti, cori e pacche sulle spalle il mitico Franco ha trascorso la sua 100° maratona come meglio non poteva: nella sua terra abruzzese, in mezzo ai suoi amici e partenti festeggianti, con uno speaker che esaltava le sue qualità sportive e soprattutto umane (di presidente ed organizzatore) e con tutti gli atleti presenti che lo incitavano e gli facevano i complimenti per il prestigioso traguardo raggiunto.

Del resto, la Maratona di Pescara si presta a questo tipo di festeggiamenti, vuoi per la regia occulta dell’organizzatore Alberico Di Cecco, vuoi anche per i precedenti e collaudati festeggiamenti sulla stessa Piazza Salotto da parte degli ultra maratoneti pugliesi Domenico Martino e Guerino Pasquale di qualche anno addietro!

In definitiva non conosco la bontà e la grandezza della 50 km del Gran Sasso, ma ho toccato con mano, in una assolata domenica di ottobre a Pescara, la bontà e la grandezza del Presidente/organizzatore Franco Schiazza.

 

9/11 MARATONE VIRTUALI ….PASSATORE DELLA SPERANZA…IL PASSAVIRUS

Così è stata ribattezzata dagli organizzatori di questa serie di maratone virtuali in giro per la nostra cara ed amata Italia e, come promesso al nostro Presidente Paolo Gino, alla regina delle ultra posso raccontare qualcosa anch’io, mentre sul solito lungomare, con il mio compagno di avventura Fabio, abbiamo celebrato il quarto anniversario con maglietta e medaglia dell’epoca.

Di seguito il racconto della stupenda esperienza tosco-romagnola corredata da alcune splendide foto ricordo.

A 50 ANNI ABBIAMO FATTO 100 km
Era l’autunno di circa due anni fa  e, durante uno dei soliti allenamenti, il mio amico coetaneo Fabio mi chiedeva che programmi avevo per i festeggiamenti dei miei 50 anni
Al momento non avevo la risposta pronta, ma dopo un paio di minuti mi veniva il “lampo di genio”….e se andassimo a festeggiare insieme da Firenze a Faenza?
Fabio non rispondeva nulla ma ho capito subito che qualcosa stava “bollendo in pentola”….!!
Dopo alcune maratone preparate e corse insieme giungevamo a Settembre 2015 durante il quale ho stabilito il programma della “festa dei nostri 50 anni”…..era molto semplice: una maratona al mese fino ad Aprile ed a fine Maggio il mitico Passatore.
Fabio non era molto convinto ma siamo andati insieme alla Maratona del Piceno, a quella di Pescara ed alla Maratona di Verona. A dicembre ho corso (questa volta senza Fabio) la 6 ore di Lucera (a casa del mitico Domenico, super esperto di ultra maratone).
A marzo, sempre insieme a Fabio la 6 ore di Putignano ed infine ad aprile la Maratona di Roma e la 6 ore dei Templari a Banzi. Durante questo iter di avvicinamento saliva la tensione e la preoccupazione (anche per via di un banale ma fastidioso infortunio in cui mi sono imbattuto) e le varie peripezie legate al lavoro ed a questioni familiari.
Ma alla fine la nostra “festa dei 50 anni” si stava finalmente concretizzando: dovevamo organizzarci per il fantastico week end della 100. 


Avevamo “arruolato” come supporter l’amico Adolfo che ci ha assistito e coccolato in ogni modo, dapprima catapultandoci a poche centinaia di metri dalla partenza di Via dei Calzaiuoli e, successivamente, assistendoci ogni 5/10 Km da Borgo S. Lorenzo fino alle porte di Faenza. Riuscivo anche a convincere il mitico Domenico (che avrebbe corso la sua nona volta il Passatore) a unirsi al gruppo: la sua esperienza si è rivelata preziosissima!!
La sera della vigilia l’atmosfera che si respirava in Piazza del Popolo a Faenza era veramente magica…durante il pasta party incontravamo il patron della manifestazione Pietro Crementi detto Pirì…….un uomo di un entusiasmo e di una passione fuori dal comune, il quale ci dava il consiglio più prezioso: “Ragazzi risparmiatevi sul Colla perché se avete forza ed energie c’è tempo per impiegarle”. Consiglio ascoltato alla lettera. Infatti, dopo una lenta partenza per le vie strettissime (per i circa 2.800 atleti partecipanti alla 44^ edizione) del centro storico di Firenze, ed un passo regolare su per Fiesole (dove il caldo era veramente insopportabile) si arrivava a Borgo S. Lorenzo con un bel passo, continuato fino ai piedi del Colla. Dopo aver percorso correndo i primi quattro chilometri ci tornavano in mente le parole del mitico Pirì. È così pian pianino, con un passo sostenuto ma senza correre siamo,arrivati sul Passo Colla.


Da quel momento è iniziata un’altra gara: un paio di integratori, un po’ di parmigiano e un uovo sodo e si ripartiva “a tutta” alla volta di Marradi, dove arrivavamo veramente alla grande recuperando abbondantemente il tempo perso sul Colla. Intorno al 70^ km facevamo un rapido calcolo ed avevamo una proiezione tra le 11 e le 12 ore all’arrivo …..un tempo incredibile per due neo cinquantenni all’esordio in una 100 km!!!
Ma la parte più dura e faticosa era proprio dietro l’angolo: nemmeno i ristori e le pause dal nostro fedele accompagnatore Adolfo riuscivano a fare  il miracolo: e la fatica inesorabilmente prendeva il sopravvento. Intanto le notizie dal telefonino davano Domenico che stava “attaccando” il suo personale mentre io e Fabio, come stabilito prima della partenza, correvamo insieme perché l’obiettivo era quello di arrivare insieme a Piazza del Popolo a Faenza. È così alternando corsa a camminata veloce, accompagnati dalla “colonna sonora” delle anatre che starnazzavano nel fiume Lamone, si arrivava a Brisighella dove ci illudevamo inutilmente di poter chiudere la gara sotto le 13 ore.

L’errore è stato  di soli 13 minuti (nel real time) in quanto alle 4,13, indossando le nostre magliette celebrative, ed immortalati dal telefonino di Domenico (che chiudeva in 12 ore e 35 minuti) io e Fabio chiudevamo la nostra “festa per i 50 anni” nel migliore dei modi!!
Dopo aver indossato la medaglia e ritirato la maglietta ricordo, insieme a Domenico andavamo ad abbracciare il nostro “angelo custode” Adolfo e tutti insieme andavamo a bere la tanto sospirata birra, assaporando il gusto dell’impresa!!
I festeggiamenti sono continuati a pranzo (dopo aver dormito qualche ora in quanto l’adrenalina accumulata era senza dubbio maggiore della stanchezza) durante il quale il “Dream Team ” si concedeva il meritatissimo reintegro delle calorie perse onorando con del buon Sangiovese lo slogan della “100 del Passatore – Sulle vie del Sangiovese”.

Ultima annotazione: prima della partenza, durante il tragitto per le stradine del centro storico di Firenze, abbiamo  vissuto un momento altamente emozionante….mentre camminavamo alla volta di Piazza della Signoria siamo stati raggiunti da un sorridente atleta che ci ha riconosciuto e salutato cordialmente…..quell’atleta era RE GIORGIO che dopo qualche ora conquistava la sua 11^ 100 del Passatore…..che atleta….che sportivo…… ma soprattutto che uomo!!!”

8°/11 MARATONE VIRTUALI….LA “NOVE COLLI” OLTRE LA SPERANZA

Continua la serie delle maratone virtuali della speranza, sempre all’insegna della solidaretà.

Questa volta trattasi di una ultra maratona importantissima che si corre a Cesenatico su di un circuito collaudatissimo per ciclisti e, da un po’ di anni, anche per ultra maratoneti: la Nove Colli di ben 202 km. E’ inutile dire che non l’ho mai corsa ma ho un paio di carissimi amici che ci hanno provato: il primo Antonio Donatelli che stava preparando proprio questa edizione dall’inverno scorso con allenamenti specifici “da paura”, ma purtroppo sappiamo tutti come è andata. L’altro, invece, nella edizione 2019 è stato assoluto protagonista e, mentre io domenica scorsa correvo sul lungomare per meno di 15 km, lui gongolava ancora, a distanza di un anno, dall’impresa in terra romagnola.

E tanta era l’eroica prestazione da meritarsi l’articolo sul mio blog, che riporto pedissequamente.

IL MITICO DOMENICO MARTINO ALLA NOVE COLLI RUNNING DI CESENATICO

L’impresa è riuscita anche questa volta…!!!

Eppure due giorni prima e la sera antecedente alla gara per telefono l’ho sentito molto nervoso: non vedeva l’ora di arrivare sul nastro di partenza e cominciare l’avventura verso quei benedetti nove colli che gli avevano tolto il sonno per parecchie notti.

Domenico Martino, pugliese doc, conosciutissimo nel mondo delle maratone e delle ultra è riuscito a stupirci ancora.

Nonostante il percorso super impegnativo, la pioggia battente che lo  ha “accompagnato” per quasi tutti i 202,4 Km del percorso, è riuscito a tagliare il traguardo in 29 ore e 14 minuti, riuscendo agevolmente a superare tutti i cancelli trovati lungo il gravoso percorso.

L’impresa sportiva lo ha condiviso con Roberta Varricchione con la quale ha corso e superato tutti gli ostacoli di questa super ultra da oltre 200 km.

Del resto il buon Domenico ci aveva abituati ad imprese del genere (tante 6 ore, molte 12 ore, alcune 24 ore, Una 100 miglia) ma questa volta si è davvero superato, dimostrando una tenacia veramente fuori dal comune.

Sono stati veramente tantissimi gli amici da ogni parte d’Italia che lo hanno voluto salutare sulla sua pagina Fb per testimoniare l’immensità dell’impresa realizzata lo scorso week end.

E per festeggiare cosa farà?

E’ pronto per partire per Firenze: sabato “defaticherà” con la 100 Km del Passatore da Firenze a Faenza per la 16° volta consecutiva!!

7° DELLE 11 MARATONE VIRTUALI: LA 6 ORE DI FOIANO DALLA TERRAZZA…MA IO TORNO A CORRERE SUL MIO LUNGOMARE

Il calendario delle maratone ed ultra della speranza fa tappa in Toscana e precisamente alla “6 ore del donatore di Foiano”, borgo situato in provincia di Arezzo, dove da alcuni anni si corre questa ultra maratona che da la possibilità ad atleti ed accompagnatori di scoprire degli incantevoli scorci della Valdichiana.
Pur essendo un donatore dai tempi dell’università, non ho mai partecipato alla 6 ore di Foiano ma, sempre in Toscana, conservo dei bellissimi ricordi in occasione della Maratona di Firenze.


Ho partecipato sia all’edizione del 2007 che a quella del 2013 (30° edizione) e sono state caratterizzate da emozioni particolari dettate dall’alta concentrazione di atleti stranieri schierati sulla linea di partenza.


Nella edizione 2007 ricordo che era la mia 6° maratona ed avevo l’obiettivo di cercare di scendere sotto le 4 ore, atteso che nelle precedenti gare lo avevo sfiorato soltanto (4h02’ a Milano e 4h03’ a Venezia) e mi ero preparato a puntino.
Anche quel giorno, così come domenica sul lungomare (finalmente è finita la corsa intorno casa e sul tapis roulant) pioveva ma la temperatura era buona per fare il risultato sperato e così è stato con un ottimo 3h53’ con mia moglie sorridente, che mi ha fotografato in un paio di passaggi, e mi ha aspettato in Piazza S. Croce.


Del resto i buoni propositi li avevo già intuiti alla vigilia in occasione del viaggio di avvicinamento a Firenze, allorchè in un Autogrill sull’autostrada incontravo Alberico Di Cecco, icona per noi podisti abruzzesi, il quale mi diceva scherzando che gli abruzzesi a Firenze facevano sempre buoni risultati: infatti lui arrivava secondo per pochi secondi rispetto al keniano di turno ed io riuscivo a demolire finalmente il fatidico muro delle quattro ore.


Il giorno successivo alla maratona, abbiamo visitato Montepulciano e tutta la Val d’Orcia, gustandoci molte specialità tipiche toscane e, soprattutto, rimanevamo incantati dalla bellezza dei borghi toscani quali Pienza, Bagno Vignoni e Montalcino
Domenica scorsa, finalmente sul lungomare, ho rispolverato sia la maglia della edizione 2007 che il gilet della edizione del trentennale, unitamente alle due medaglie e, ironia della sorte, mi sono reso conto dalle foto dell’epoca, che ho corso con lo stesso cappellino!

QUARTO APPUNTAMENTO PODISTICO VIRTUALE: LA 50 Km DI ROMAGNA… MIA CE LA FAI! LA ULTRAMARATONA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Continua la serie di maratone della speranza e il 25 aprile è stata la volta della prima ultra della serie: la 50 Km di Romagna, corsa intorno casa (solo per poco più di un’ora) dopo aver avuto la bella notizia dal Presidente del Club dei Supermaratoneti che la raccolta fondi solidale ha quasi raggiunto la somma di € 20.000,00…non solo chilometri per il popolo delle lunghe ma anche concreta solidarietà!
Personalmente la 50 Km. Di Romagna non l’ho mai corsa ma ho sempre avuto notizie dettagliate dal mio solito inviato….(si sempre lui!) il mitico Domenico Martino, che me lo ha sempre descritta come il piccolo Passatore, per via della distanza e dell’importanza del percorso.
Quando si parla di Romagna e di maratone il mio pensiero non può non andare a quella di Rimini, che ho avuto la fortuna di correrla sia nel 2014 che lo scorso anno. E’ una maratona alla quale sono sempre andato volentieri anche perché seguito, in ambo i casi, dalla mia famiglia al completo.


Ma c’è di più….nel 2014 ho tagliato il traguardo sotto l’Arco di Augusto accompagnato da mio figlio Luca (che udite udite….ha quasi corso 6/700metri di fila!), mentre nel 2019 sono stato accompagnato all’arrivo dalla mia piccola Ilaria, ed in entrambi i casi la mamma prontissima con le foto.


Rimini è proprio la capitale della Romagna e lo senti dai profumi e dai sapori (ricordo il post gara con sardoncini e piadine) , dalla musica (alla vigilia l’esibizione della cover band di Vasto Rossi) e dai colori della riviera, ricca di sportivi in bici con il loro inconfondibile accento, pronti ad incoraggiare ed accompagnare i maratoneti fino al traguardo nel centro storico.
E poi all’arrivo c’è sempre stata una location tipicamente “balneare”…sdraio ed ombrelloni per far recuperare le fatiche dei maratoneti stanchi e stravolti.


Nell’edizione 2014 il percorso, dopo chilometri e chilometri di riviera, ci ha portati a Santarcangelo di Romagna, altra bellissima cittadina con un antico borgo medioevale da attribuirgli senza alcuna smentita il titolo di “Città d’Arte” ed in occasione dell’attraversamento si sentiva vigorosa la sua forte identità romagnola!


Inutile dire che l’arrivo del corona virus mi ha impedito quest’anno di tornare in Romagna; sarebbe stata tappa obbligata per via della presenza di mio figlio Luca nella vicina S. Marino, ma che questa noiosissima quarantena ci ha costretti tutti a casa….ed anche a correre intorno ad essa!

ESSERE ULTRAMARATONETI AL TEMPO DEL CORONA VIRUS 3: DONANDO SUL LAGO DORATO. LAGO D’ORTA MARATHON.

E così siamo al secondo appuntamento dello speciale calendario delle 11 Maratone della Speranza, organizzato dal Club dei Supermaratoneti, condito da due requisiti essenziali: la legalità e la solidarietà (per maggiori informazioni www.clubsupermarathon.it).

L’appuntamento di Pasquetta è quello sul lago d’Orta, definito il più romantico dei laghi italiani.

Situato in provincia di Novara, è teatro ogni anno di plurimi ritrovi del Club Supermarathon; negli anni passati si sono svolte la QUADRORTATHLON (quattro maratone in quattro giorni) all’inizio dell’estate per poi replicare  alla grande….quindi sarebbe il caso di dire decuplicare ….durante le vacanze d’agosto con la ORTA 10 IN 10, tutto sotto la regia impeccabile del padrone di casa il mitico Presidente del Club Paolo Gino.

Non sono mai stato presente in queste manifestazioni ma ho dei racconti precisi e dettagliati fatti dal mio amico Domenico, il quale non ne ha mai saltata una, ed ho avuto anche il piacere di vedere le meravigliose dieci medaglie incastonate insieme, ricevute al termine della faticosissima esperienza podistica.

Quindi  per me, nello svolgere la simulazione di questa gara è stato praticamente impossibile immaginare il lago d’Orta e allora i miei pensieri sono tornati sulla precedente gara: la Milano Marathon del 2015; anno in cui sono stato nel capoluogo meneghino accompagnato da tutta la mia famiglia e ne abbiamo approfittato per far visita ai miei zii milanesi (che purtroppo oggi sono letteralmente chiusi in casa per far fronte all’emergenza del corona virus).

In quella edizione, che in qualche modo ho rievocato con la maglietta e la medaglia dell’epoca, ho avuto il piacere di tagliare il traguardo con mia figlia Ilaria, che mi ha aspettava a trecento metri dall’arrivo e concludevamo insieme la gara nel rettilineo di Corso Venezia, chiusa abbondantemente sotto le quattro ore!

E’ stata una manifestazione corsa sotto un sole meraviglioso, quasi inaspettato per la città lombarda….quel sole che speriamo torni a splendere presto e che possa “asciugare” tutte le “cicatrici” che in questi giorni, troppo spesso, vediamo in TV.

ESSERE SUPERMARATONETI AL TEMPO DEL CORONA VIRUS 2:LA MILANO RESISTI MARATHON

In questa settimana prima di Pasqua due sono state le notizie più importanti riguardante l’epidemia in corso ed il mondo podistico; la prima, sicuramente più faceta, è quel video che si trova in ogni cellulare, che ritrae il podista che corre sulla spiaggia di Pescara inseguito da un agente delle Forze dell’Ordine….è inutile dire che ho ricevuto almeno dieci messaggi di amici di fuori regione che sostenevano che il podista ero io…!!!

La seconda notizia, purtroppo molto ma molto più seria, è stata la scomparsa di Donato Sabia, mezzofondista lucano, finalista in due olimpiadi ed attualmente Presidente della Fidal della Basilicata, stroncato, quindi giorni dopo suo padre, dal corona virus…

 

Inutile dire lo sgomento degli amici lucani e pugliesi che conoscevano personalmente Donato Sabia, grande uomo oltre che atleta di spessore, ed uno di essi, Antonio mi ha ricordato il giorno in cui ho avuto il piacere di intervistarlo alla partenza della Ultramaratona delle Fiabe di Rapone di qualche anno fa.

A proposito di amici, continua la serie delle maratone virtuali coordinate dal Club Supermarathon  del Presidente Paolo Gino, che dopo aver organizzato domenica scorsa la Milano Resisti Marathon, per lunedì di Pasquetta è prevista il secondo appuntamento: Donando sul Lago Dorato (per informazioni www.clubsupermarathon.it) .

Gli ingredienti sono sempre gli stessi: rispetto della legalità (correre in casa o al massimo in giardino) e slancio di solidarietà…a tal proposito il ricavato ad oggi è di oltre € 16.500,00.

Domenica scorsa, correndo la Milano Resisti Marathon, il pensiero non poteva non andare alle tre edizioni che ho corso realmente nella città meneghina: nel lontano 2005, nel  2015 ed infine in quella del 2017.

Ho corso con la maglietta griffata Armani (pacco gara dell’edizione 2017) ed alla fine ho rispolverato la medaglia della stessa edizione….forse la più bella!

Anche se sono molto affezionato alla mia prima esperienza a Milano nel dicembre 2005, giornata freddissima in una Milano innevata; era la mia seconda maratona (dopo l’esordio in quella di Roma) e, nonostante le avverse condizioni climatiche, sono arrivato brillantemente in Piazza Duomo dove stavano ad aspettarmi i miei due compagni d’avventura Antonello e Luigi.

 

ESSERE SUPERMARATONETI AL TEMPO DEL CORONA VIRUS

E si….il tanto vituperato podista che non vuole stare a casa e rinunciare alla sua quotidiana corsa si sa organizzare in modo legale e solidale….

Il merito va riconosciuto al Club dei Supermaratoneti (www.clubsupermarathon.it) ed in particolare al suo Presidente Paolo Gino, il quale, con la complicità di alcuni amici iscritti al club, ha organizzato, per il periodo di stop forzato dalle corse (la FIDAL ha cancellato tutta l’attività podistica fino al 31 maggio), ben 11 maratone.

Due sono le condizioni essenziali per poterle correre: fare un’offerta benefica ad una associazione/onlus che sostiene i malati di corona virus (a mo’ di costo del pettorale) e correre necessariamente in casa (sul tapis roulant, sul balcone, nel giardino, nel garage, ecc.).

Tutte  le informazioni, il regolamento ed il calendario delle maratone sono disponibili sul sito del Club Supermarathon, comprese le attestazioni e le premiazioni dei partecipanti.

L’idea, apparentemente bizzarra, in realtà cela una grande coesione del “popolo delle lunghe”, che anche in questa occasione particolarmente pesante e dura che stiamo vivendo,  non riesce proprio a stare soli….ma virtualmente si organizza per ….correre insieme!

Domani si parte con la prima maratona: la MILANO RESISTI MARATHON…speriamo di essere in tanti per far trionfare la legalità e la solidarietà!

 

 

RESILIENZA E AUTOEFFICACIA NEI MARATONETI ED ULTRAMARATONETI: LA PAROLA AL DOTT. MATTEO SIMONE.

Il Dott. Matteo Simone è uno di noi, nel senso che svolge il suo lavoro di psicoterapeuta stando in mezzo a noi maratoneti ed ultramaratoneti. Ho avuto il piacere di conoscerlo nel Dicembre 2015 nel bel mezzo della mia prima ultramaratona a Lucera e da allora le nostre strade si sono incrociate almeno una decina di volte (ricordo con piacere un incontro durante la Maratona di Ravenna a suon di urla per poterci salutare!) e, domenica scorsa, in occasione della Maratona di Latina, sono riuscito finalmente a prendere il suo ultimo “lavoro” editoriale:  MARATONETI E ULTRAMARATONETI:  ASPETTI PSICOLOGICI DI UNA SFIDA.

Di seguito una sua presentazione dell’ultima sua fatica editoriale (Edizioni Psiconline)  nella speranza di poterlo incontrare di nuovo durante una delle tante maratone che correremo insieme.

 

Scopriamo quali sono gli aspetti psicologici che determinano la resilienza e l’autoefficacia nei maratoneti e negli ultrarunner.

La Resilienza e l’Autoefficacia, soprattutto per quanta riguarda maratoneti e ultrarunner, sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. Il termine Resilienza deriva dalla metallurgia; indica la proprietà di un materiale di resistere a stress, ossia a sollecitazioni e urti, riprendendo la sua forma o posizione iniziale, così come le persone resilienti possono affrontare efficacemente momenti o periodi di stress o disagio.

Così come avviene negli sport di endurance, resistere e andare avanti, lottare con il tempo cronologico e atmosferico, con se stessi, con i conflitti interni; a volte sei combattuto e indeciso, tentato a fermarti, a rinunciare. Gli atleti, a maggior ragione i maratoneti e gli ultrarunner sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, scoprono di possedere capacità insospettate: l’ultracorsa diventa una palestra di vita.

Si impara a valutare che per ogni problema c’è almeno una soluzione; tale soluzione ti porterà al traguardo finale, ti permetterà di superare gli imprevisti e tollerare le sofferenze. La pratica dell’ultramaratona permette di conoscere e scoprire delle risorse interne, che in situazioni ordinarie sono insospettabili. L’adattamento graduale a situazioni di estremo stress psicofisico permettono di esprimere delle caratteristiche che hanno a che fare con la tenacia, la determinazione, la resilienza, che accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il duro percorso.

Ci sono diverse interviste dai principianti agli atleti nazionale e mondiali per rimarcare attraverso loro esperienze aspetti che determinano il benessere e che contribuiscono a raggiungere la performance. Tra gli aspetti della psicologia dello sport si tratta di lavorare su se stessi a partire dal respiro e sensazioni corporee, consapevolezze, aspettative, motivazioni, caratteristiche da sviluppare e potenziare. Determinanti sono le credenze, le visualizzazioni, i pensieri positivi, l’ottimismo.

Ho iniziato a proporre questionari e domande da circa 4 anni cercando di tirare fuori dall’atleta sensazioni, emozioni, aspettative, storie e aneddoti che servono prima di tutto allo stesso atleta per elaborare, fare il punto della situazione e servono ad altri come insegnamenti attraverso esperienze dirette integrato con aspetti e teorie di psicologia dello sport.

Nello sport di Endurance bisogna conoscersi bene attraverso esperienze dirette ed esperienze di altri. Sì tratta di conoscere bene il proprio fisico e la propria mente, capire se abbiamo sabotatori interni da gestire che vorrebbero che noi mollassimo. La chiave è avere ancoraggi di riuscita, di esperienze precedenti proprie o di altri, saper attendere, giocare di anticipo per non esaurire tutte le energie.

Lo sportivo affermato crede prima di tutto nel suo sport e poi nelle vittorie ma non a tutti i costi, se c’è passione e motivazione intrinseca che fa praticare sport anche per il solo piacere non c’è la pressione della vittoria. Anche familiari, amici e fan riconoscono che non si può essere sempre vincenti e continuano a essere accanto all’atleta.

L’infortunio fa parte della vita di maratoneti e ultrarunner ed a volte li destabilizza come se fosse un terremoto o un grave lutto che improvvisamente entra nel corso della preparazione o di una gara. L’atleta è consapevole che dovrà attraversare diverse fasi dall’accettazione allo studio del caso, sa che dovrà avvalersi di consigli e cure di esperti e professionisti da una parte per non aggravare la situazione, dall’altra per cercare di recuperare al più presto gestendo il tempo di attesa rimodulando gli obiettivi e distraendosi con piani B e C. Per esempio praticando possibilmente sport complementari, riprendendo settori della sua vita che ha trascurato, facendo lavori mentali di consapevolezza, fiducia, resilienza, visualizzazioni di esperienze precedenti superate.

Più aumentano le variabili per l’incremento della prestazione e più conta lo psicologo dello sport, più è sfidante lo sport più utile può essere l’intervento dello psicologo dello sport. Perché lo psicologo dello sport non dirà mai non lo puoi fare come dicono alcuni allenatori ma insieme si individuano le caratteristiche e le capacità occorrenti e da sviluppare per poterlo fare, quindi dirà se veramente lo vuoi fare ci lavoriamo insieme per capire come farlo. Quindi il lavoro è sulla consapevolezza su quello che si vuole e può fare, sull’incremento di fiducia basata su esperienze di riuscita e capacità dimostrate di possedere.

Matteo SIMONE

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta