GENNAIO: SI RICOMINCIA A CORRERE IN VISTA DELLE MARATONE PRIMAVERILI

Dopo la sbornia natalizia si ricomincia a correre seriamente per preparare al meglio le gare primaverili; in particolare sono moltissime le mezze e le maratone tra marzo e aprile, per le quali bisogna prepararsi al meglio proprio in questo periodo.

Anche se i più testardi maratoneti qualche gara lunga da correre la trovano anche in gennaio. E così domenica scorsa si è corsa la Maratona di Messina (immancabile la presenza di Domenico Martino) e la Ultra Maratona della Pace sul Lamone organizzata dall’abruzzese Enrico Vedilei.

Solitamente in gennaio le più belle maratone sono nei posti notoriamente caldi ed infatti, qualche anno fa, ho convinto la mia “squadra” e siamo partiti alla volta di Dubai.

La Dubai Marathon è famosa per il suo lunghissimo ed interminabile rettilineo da percorrere in andata ed al ritorno nei pressi del lungomare della città araba tra grattacieli e moschee fino ad arrivare alla parte vecchia della città Deira (famosa per i suoi tradizionali souq).

La partenza era fissata per le 6.00 del mattino in quanto, nonostante eravamo in pieno inverno, il caldo si faceva sentire (all’arrivo c’erano circa 30°) condizionando non poco le prestazioni atletiche, specie per me che avevo appena lasciato un Abruzzo super innevato.

Quella di Dubai è stata la maratona n° 42, proprio come i chilometri della gara regina dell’atletica, e di ciò se ne sono accorti anche gli amici di Zona Locale che mi hanno “regalato”, al mio ritorno a casa, un bell’articolo, corredato da belle foto.

L’occasione è stata ghiotta per visitare una delle più moderne e belle città del mondo con il grattacielo più alto al mondo il Burj Kalifa (contornato da bellissime fontane luminose) e la splendida spiaggia, all’ombra dei grattacieli, di Dubai Marina di fronte a Palm Jumeirah e la stupenda moschea di Jumeira ed il famoso albergo sul mare Burj Al Arab, nei pressi del quale era posto sia la partenza che l’arrivo della maratona.

La cosa che ricordo di quella gara è stata la variegata presenza di atleti di etnia asiatica-orientale: infatti tra i 1500 atleti presenti alla competizione vi erano moltissimi indiani, cinesi, giapponesi, iraniani, pachistani e afgani, oltre a numerosi arabi (molte ragazze hanno corso con il tradizionale chador) ed in dirittura d’arrivo sono arrivato con un ragazzino cinese e uno delle Maldive.

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I BABBI NATALE IN FUGA A PETACCIATO

Organizzata magistralmente dalla A.S.D. Runners di Petacciato, si è svolta la mattina di S. Stefano la II edizione della gara non competitiva denominata BABBI NATALE IN FUGA VERSO IL SOCIALE rivolta a runners e camminatori della zona.

Su un circuito panoramico cittadino di 2 km ripetuto per 2 volte dai camminatori e 3 volte dai podisti, con l’ausilio di una bella giornata di sole, la manifestazione, avente uno sfondo benefico, è riuscita nel migliore dei modi.

Infatti, erano poco meno di 100 gli atleti presenti nel borgo molisano, con il classico vestito da Santa Claus e scarpette tecniche ai piedi, che tra un panettone ed un pandoro si sono divertiti correndo e scambiandosi gli auguri natalizi.

Ospite della manifestazione Domenico Martino (con il pettorale numero 1) fresco vincitore del campionato italiano di categoria nella 24 ore, svoltasi due settimane fa a Lavello (PZ) e campione italiano sempre di categoria nella 100 miglia, oltre ad aver disputato oltre 200 maratone, riconoscibile sempre dagli indumenti molto colorati disegnati appositamente per lui dalla Giò Sport.

Encomiabili Gabriele Berchicci e Said Boukaki attenti organizzatori, con Michela Crispino ideatrice della manifestazione, in diretta corrispondenza dall’Australia hanno consentito la miglior preparazione delle due gare, anche con l’ausilio di Cristina Limoni (che ha guidato il gruppo dei camminatori) e Annalisa Cristoforetti.

Preziose le parole del Dott. Lucio del Forno prima della partenza che ha ribadito l’importanza del movimento fisico in tutte le età complimentandosi con la società sportiva di Petacciato sempre attenta all’argomento.

Il ricavato della manifestazione è stato destinato per l’acquisto del materiale didattico per la scuola materna di Petacciato.

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I 18 ANNI DI LUCA

Solitamente non parlo mai di cose personali nel blog ma soltanto di corsa e dintorni; ed è per questo motivo che per essere coerente mi tocca partire un po’ da lontano, ovvero da quando mi davi la manina per farti aiutare ad arrivare sotto il traguardo e sentivo nitido il tuo respiro affannoso e quando mi dicevi che ti facevano male le “gambottine”.

Per poi passare alle pompose premiazioni della Podistica S. Salvo in occasione delle feste sociali.

Poi un giorno mi hai detto che avevi corso troppo da bambino e da “grande” non avevi più voglia di correre.

L’altra sera, in occasione dei festeggiamenti dei tuoi 18 anni, ho visto un ragazzo con tanta energia e tanta allegria da stupire un po’ tutti gli invitati.

Quel ragazzino che correva un po’ impacciato sta lasciando il posto ad un ometto sicuro di sé, con della personalità ed una sottile ironia da far divertire ed intrattenere amici e parenti.

Il mondo ti aspetta: dovrai superare tante prove ma molto dipenderà da come doserai il tuo coraggio, la tua voglia di fare, la tua tenacia, il tuo cuore e, ovviamente, anche dalla buona sorte!

Buon compleanno Luca…adesso che sei maggiorenne le cose diventano un po’ più serie.

Ah dimenticavo…..quando ti tornerà la voglia di correre io sono qui ad aspettarti e speriamo di avere ancora gambe e fiato per  poter fare una gara insieme….magari una maratona!

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LE 100 MARATONE DI ANGELO RAPINO

Sabato 8 dicembre a Villa Torre di Ortona, in occasione della 6 ore svoltasi all’interno del circuito internazionale di kart, vinta dall’emiliano Francesco Lupo e dalla lombarda Francesca Innocenti (con un ottimo terzo posto per Alessandra Liberati), i riflettori erano accesi tutti sul corridore di casa Angelo Rapino che disputava proprio sul circuito di casa la sua 100° maratona, testimoniato dal suo pettorale.

Angelo mi ha confidato, mentre giravamo sulla pista automobilistica, che è dal 1983 che ha la passione per il podismo e proprio in quell’anno ha corso sia la prima gara podistica che la sua prima maratona.

Di anni ne sono passati veramente molti ma la sua sana passione sportiva è sempre viva.

Non vi è podista abruzzese che non lo conosce. La sua simpatia è quasi contagiosa. Incontrarlo durante una gara significa essere immortalato (come è successo a me anni fa durante la Maratona del Piceno) dalla sua inseparabile macchina fotografica per poi essere protagonisti  sui social il giorno successivo.

Solitamente  si pensa che un podista in occasione di una gara è concentrato su se stesso per la sua prestazione e non viene distratto da alcunchè….questo principio non vale assolutamente per Angelo che è sempre in compagnia della sua macchina fotografica per immortalare partenza/arrivo e momenti salienti della gara che sta correndo, con buona pace per tutti gli atleti che stanno attorno a lui.

Ha vinto numerosi premi per la sua sportività e la sua simpatia, forse anche per quegli occhi cerulei ed un sorriso sempre stampati su un volto sereno.

Non conosco il suo personale in maratona o nella mezza, né i suoi particolari allenamenti (ma li farà le ripetute??) anche perché quello che più ha di  interessante è senza dubbio la sua simpatia.

Ad un certo punto della gara di sabato scorso è arrivato per celebrarlo anche lo Speaker (si ….con la S maiuscola) per antonomasia Roberto Paoletti che, lontano dal microfono, ha fatto quattro/cinque giri dell’autodromo facendo venire agli spettatori ed agli atleti presenti più di qualche interrogativo: si starà preparando per un imminente ritorno alle gare???

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CI VORREBBE … UN AMICO

Correre da solo ha il suo fascino ma alla lunga può stancare.

Correre in compagnia, soprattutto all’inizio dell’attività podistica, quando il running è una pratica ancora tutta da scoprire, può essere un’arma vincente soprattutto per quel che concerne la continuità nell’esercizio. Avere almeno un compagno con il quale condividere la fatica dell’allenamento significa essere più motivati, più determinati, in quanto c’è un maggior rispetto degli orari, della volontà di essere presenti all’allenamento e, soprattutto, una voglia di condivisione dello sforzo atletico. Inoltre, avere un preciso appuntamento con qualcuno per allenarsi insieme spinge l’atleta ad essere presente all’allenamento ed a non saltarlo nemmeno quando si è particolarmente stanco e demotivato.

All’inizio della mia attività, e per inizio intendo almeno i primi due anni, l’avere a fianco una persona come Giuseppe è stato (così come sostenuto nei primi capitoli di 10 ANNI DI CORSA) l’arma vincente per dare continuità e persistenza alle varie uscite. Così come progettare l’idea di affrontare la prima maratona è stata condivisa proprio con il mio compagno di allenamento dell’epoca, il quale ancora oggi mi ricorda la mia ritrosia nei confronti della regina delle gare podistiche.

Quando si corre da soli la fatica della corsa sembra un’avversaria troppo forte da battere; i chilometri sembrano che non passino mai; dopo un quarto d’ora di corsa già si è in preda alla noia.

Con l’ausilio di un amico tutto ciò può passare in secondo ordine, perché correre in compagnia allevia sensibilmente certe sensazioni negative: così chiacchierare mentre si corre diventa un modo efficace per ammazzare la noia ed i chilometri scorrono più veloci sotto le gambe.

La corsa in compagnia riesce a far andare più forte (specie se il compagno di corsa è più forte di te), più lontano, facendo meno fatica e, complice le chiacchiere ed un po’ di sana rivalità, correre insieme diventa decisamente più divertente e stimolante.

Non è un caso che da un sondaggio condotto da una rivista di settore si è visto che circa il 77% dei runners corre sempre, o spesso, in compagnia.

Con il passare degli anni sono stati tanti i miei compagni di corsa, in particolar modo i miei compagni di squadra della Podistica S. Salvo che a volte si incontrano anche casualmente sul lungomare o sulla pista di atletica.

Negli ultimi anni tanti allenamenti, ma soprattutto tante gare, le ho affrontate con Fabio (esaltante l’esperienza insieme nella 100 km del Passatore) che si è sempre dimostrato un compagno affidabile e ricco di motivazioni (da ultimo la voglia di voler correre tutte le major in giro per il mondo)!

Mentre fare un allenamento insieme ad un compagno di corsa è abbastanza solito, condividere insieme le fatiche di una gara è cosa più difficile ed insolita. Però sia con Giuseppe (in una maratona di Roma) che con Fabio (oltre al Passatore, anche la Eco-maratona dei Marsi e la Collemarathon insieme anche a Sergio) ho condiviso anche questa esperienza che sicuramente è stata particolarmente avvincente.

Un altro compagno di gara è sicuramente il mitico Domenico che durante le sue oltre 200 maratone ha corso almeno  con il 70% dei maratoneti  italiani, per tanta voglia che ha, in ogni gara, di condividere la strada con uno o più compagni di corsa, spesso facendo il pace maker  così quasi da istituzionalizzare la sua presenza in una certa gara.

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NEW YORK NEW YORK…..ALCUNI GIORNI DOPO!!

Ribadisco ancora il concetto che la maratona di New York non è proprio paragonabile alle altre e me ne sono accorto anche alcuni giorni dopo aver lasciato la grande mela.

Mi sono anche ricordato delle parole del mio amico Piero di ritorno da New York circa 10 anni orsono, durante i festeggiamenti in suo onore organizzati dalla moglie Sonia.

La domanda classica che il poco esperto di maratone mi ha rivolto: “ma quella di New York quanto è lunga”?? Sembrerebbe, agli occhi del neofita, che la maratona più è famosa/pubblicizzata e più è lunga.

Inoltre c’è stato l’effetto pubblicità: i quotidiani locali hanno fatto un gran parlare con articoli e foto delle varie prestazioni di atleti abruzzesi a New York.

Ma non basta. Avendo il privilegio di avere un grande amico conduttore televisivo sono stato invitato da Roberto Paoletti alla trasmissione DI CORSA che va in oda ogni settimana su TVQ insieme a due altri podisti abruzzesi anch’essi reduci dalla maratona più importante al mondo.

E’ stato un bel confronto con Luigi Di lena dei Podisti Frentani di Lanciano e Marco D’Assogna dell’Atletico Pineto (entrambi con maglietta celebrativa e medaglia al collo…mentre io mi sono completamente dimenticato entrambe le cose!); abbiamo raccontato le nostre esperienze e le nostre sensazioni davanti alle telecamere quasi come l’avessimo vinta quella maratona (a proposito….meno male che Roberto mi ha evitato il confronto cronometrico con i miei due amici altrimenti….che figura avrei fatto!!).

Il finale di trasmissione è stato altamente emozionante: abbiamo ricordato tutti le gesta del mitico Duilio Fornarola in terra americana; vero ambasciatore del podismo abruzzese a New York dove aveva preso parte alla maratona per molti anni consecutivi!

Anche in Tribunale, luogo piuttosto ameno, con i miei colleghi, c’è stato più di uno scambio di battute sulla mia partecipazione all’evento mediatico sportivo del momento; per non parlare con gli amici al bar dove anche chi non ha corso la maratona ma ha fatto l’accompagnatore ed è apparso sulle foto nei giornali (un certo Adolfo tanto per non fare nomi!) è diventato un eroe!

Infine, girando per le strade di S. Salvo, tante sono state le persone (oltre ovviamente ai miei compagni di squadra della Podistica S. Salvo, in primis il mio caro Presidente Michele Colamarino) che mi hanno fermato chiedendomi lumi sulla città che non dorme mai e su come avessi trovato i cinque quartieri della metropoli a stelle e strisce.

Ed alla fine devo ammettere che, nonostante il mio atavico scetticismo sulla maratona più chiacchierata dell’anno (visto che ho avuto la fortuna di correrne anche molte altre), quella di New York ha lasciato un segno indelebile non solo dopo il raggiungimento dell’arco di arrivo in Central Park ma anche, e soprattutto, dopo essere sbarcato in Italia.  E di ciò ho travato conferma anche nei miei compagni di squadra che hanno vissuto la mia stessa esperienza: Mafalda Lucci, Maurizio D’Aloisio, Nicola Pracilio e Claudio De Filippis.

Ultimissima considerazione: appena tornati in Italia abbiamo un po’ tutti avuto la consapevolezza di aver trovato veramente una condizione metereologica stupenda….basti pensare alle foto che sono arivate da oltreoceano proprio in questi giorni!

 

 

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NEW YORK …. NEW YORK

Un modo bello ed affascinante quello di festeggiare la 50° maratona della mia carriera di maratoneta!

Infatti, tolti dal conteggio le quattro ultra maratone svolte nel 2016 (anno del mitico Passatore), la scorsa domenica, nella grande mela, ho avuto modo di tagliare il traguardo delle 50 maratone, senza champagne e torte varie ma solo in compagnia della mia famiglia e di alcuni amici cari.

E’ dal dicembre 2017 che insieme al mia amico Fabio avevamo organizzato la trasferta nella città che non dorme mai e così, nelle cinque giornate americane, ci siamo ritrovati catapultati nella maestosità di questa prestigiosa major.

Non so come si sente un calciatore quando calca il terreno del Nou Camp di Barcellona o quello di S. Siro a Milano ma posso assicurarvi che correre per le strade di New York ha un effetto simile.

La folla trasbordava dalle transenne da appena finisce il Ponte di Verrazzano fino agli ultimi metri in Central Park; unica eccezione su Queensboro Bridge dove si incontrava pochissimi spettatori ma per tutto il resto sembrava di stare a scalare il Mortirolo con la festosa folla di tifosi che ci incitava.

Adesso capisco quei maratoneti che vanno per dieci/quindici anni di seguito a correre questa maratona, in quanto, senza avere paura di essere smentito, quella di New York è veramente completamente diversa da tutte le altre.

Nei 20 km di attraversamento di Brooklyn, lungo il percorso c’erano intere famiglie pronte a fare festa con noi maratoneti, offrendoci frutta e leccornie varie, ma soprattutto incitandoci come se eravamo venuti a New York per vincerla quella maratona.

La mia canotta con lo scudetto e scritta ITALIA mi ha facilitato il compito di essere incitato dai nostri connazionali presenti nei cinque distretti newyorchesi e soprattutto mi rendeva riconoscibile a tutti i simpatizzanti della nostra cara Italia.

Certo che ad un certo punto, dopo aver attraversato il frastuono del Bronx (dove suonavano e cantavano rapper e dj di colore) ho pensato che sarebbe stato bello incontrare anche i miei familiari ed amici, che sicuramente però erano in giro per negozi approfittando della bellissima giornata di sole. Invece, tra il 37° ed il 38° Km, prima dell’ingresso in Centra Park, la mia strategia di correre sempre sul lato sinistro della carreggiata ha portato i propri frutti: scorgevo da lontano la giacca rossa del mio amico Adolfo ed i capelli ricci di mia moglie ed a quel punto, nonostante l’accumulo di fatica che avevo in corpo, ho avuto uno slancio di energia e così, dopo una pausa per saluti, abbracci e baci vari (tenero quello di mia figlia!) sono ripartito a tutta nel saliscendi finale di Central Park.

E’ stato sicuramente questo il momento più emozionante della giornata: tra quelle centinaia di migliaia di spettatori ho avuto il piacere di incontrare chi era appostato oltre le transenne da tempo per vedere il mio passaggio e per condividere la gioia e la felicità di questa esperienza sportiva direi unica ed indimenticabile, immortalata anche da una foto scattata da mio figlio.

Dopo l’impegnativo finale di gara e dopo aver ricevuto la sospirata medaglia al collo e l’incitamento della gran parte dei volontari presenti nella zona post arrivo, c’è stato il momento di uscita da quella “bella giostra” che ci aveva visti protagonisti fin dallo sparo del cannone e dalle note di New York….New York di Liza Minelli della mattina in Staten Island (preceduti da un toccante inno nazionale americano).

E così mi avviavo verso la zona di uscita dove dovevo cercare la subway station più vicina, ma il poncho azzurro griffato TCS NYC che mi avevano consegnato per proteggermi dal freddo, mi rendeva riconoscibile nella folla di Columbus Circle; e così lungo il percorso fino alla metro, dentro il treno, e nei passaggi fino a Time Square è stato tutto un susseguirsi di “congratulation” che un sorridente popolo americano mi regalava.

Ma la felicità non era ancora finita: dopo la doccia ed il ricongiungimento con amici e familiari ci aspettava la famosa “cena delle medaglie”….ma non quella astutamente organizzata dalle varie agenzie presenti all’evento ma quella con il nostro amico Michele, che per festeggiare i suoi 60 anni aveva escogitato un simpatico espediente, in una location mozzafiato in  water street sotto il ponte di Brooklyn. E così, in onore di Fabio, il patron del luppolo, di Antonio il top runner della compagnia (superlativo il suo best con 3h e 36’) ma soprattutto del buon Michele che ha voluto condividere la gioia del suo traguardo dei 60 anni con gli “amici delle corse”, il ristoratore ha dovuto spillare parecchie birre prima di intimarci che eravamo rimasti soli nell’affollatissimo locale, dopo aver spento la musica, e gentilmente ci invitava a tornare presto in quel bellissimo locale!

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LE 200 MARATONE DI DOMENICO MARTINO

Nel week end scorso a Pescara Domenico Martino ha coronato un sogno, ovvero quello di tagliare il prestigioso traguardo delle 200 maratone ed ultra.

Infatti partecipando alla Ultra Beach (sapientemente organizzata dal collega-amico Massimo Faleo) sulla spiaggia di Pescara il sabato pomeriggio ed alla Maratona di Pescara, sotto l’egida di Alberico Di Cecco la domenica successiva, il buon Domenico ha fatto cifra tonda.

Certo che ne è passato di tempo da quel giorno in cui i suoi amici lo volevano convincere a partecipare alla prima maratona, ma lui sprovveduto e timoroso disse di no….non se la sentiva! Così mentre i suoi amici partivano da Lucera per disputare la Maratona di Roma, lui restò in Puglia ad allenarsi per 42.195 metri nel circuito della Villa Comunale della cittadina pugliese, così da convincersi che anche lui era capace di correre una maratona.

E da quel giorno ad oggi è proprio il caso di dire che ne ha fatto di strada!

In queste 200 maratone ci sono circa una ventina di 100 km, qualche 24 ore, alcune 100 miglia, qualche 12 ore, molte 6 ore e tantissime maratone.

Domenico ha corso in ogni angolo d’Italia e d’Europa insieme ai suoi amici del Club dei Supermaratoneti che domenica pomeriggio a Pescara lo hanno acclamato. Infatti i vari Massimo, Antonio, Guerino, Lorenzo, Aldo e Michele (amici di tante avventure) insieme ad altri amici trovati sul posto, decantati dalla voce suadente dello speaker Roberto Paoletti, hanno festeggiato un raggiante Domenico (che per l’occasione ha sfoggiato un altro completino fosforescente disegnato apposta per lui dagli amici della Giò’ Sport) ed ha tagliato la sua torta delle 200 maratone e stappato e brindato con fiumi di champagne.

E’ difficile trovare un maratoneta del centro sud che non conosca Domenico Martino: un ragazzo dal sorriso contagioso, dalla voglia irresistibile di correre e sempre con la testa alla prossima gara.

Spesso è facile trovarlo sul lungomare di Vasto Marina, tra un turno e l’altro alla locale Casa Circondariale o nel circuito della Villa Comunale di Lucera, sua città di origine. Ma Domenico, con tutte queste maratone svolte, è cittadino del mondo, perchè dove c’è una maratona/ultra lui è sempre presente!

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ANGELO IADEMARCO CAMPIONE ITALIANO DELLE SEI ORE SU PISTA

Con quasi 69,5 km l’atleta della Podistica S. Salvo si è piazzato al 2° posto assoluto e primo nella propria categoria nella Sei Ore di Campobasso, svoltasi sabato scorso sulla pista di atletica “Nicola Palladino” nel capoluogo molisano e valida quale Campionato Italiano IUTA su pista.

Dopo la vittoria nella tre ore di Francavilla al Mare di una settimana prima l’atleta molisano, ma tesserato con la Podistica S. Salvo, sotto gli occhi di papà Nicola e mamma Adalgisa (anche loro partecipanti alla gara) ha confermato le doti di ultrarunneressendo stato battuto solo da un mostro sacro delle ultramaratone. Infatti, con 70,750 km. è stato Giuseppe Mangione (Barletta Sportiva) che con un grande recupero nella parte finale della gara, ha trionfato a “modo suo” in questo Campionato Italiano.

L’ultramaratoneta di Corato (così come lo ha definito nel proprio libro il dott. Matteo Simone, anch’egli presente nella gara) ha sfoderato la solita grinta da battagliero ed è riuscito a portare a casa il prestigioso tricolore.

All’interno della gara, magistralmente organizzata dalla Amatori Limosano e da Guido Ponzio, che nell’occasione ha festeggiato (in tutti i sensi visto che sul campo c’era sia la torta che lo champagne) le 300 gare tra maratone ed ultra, si è svolta anche la Maratona, dove c’è stato il duo abruzzese Mastrodicasa Marcello (Manoppello Sogeda) e Di Nallo Roberto (Runners Chieti) che ha comandato la gara fino alla fine; ottimo il quarto posto assoluto e primo di categoria di Fabio Zara (Podistica Vasto) recatosi in terra molisana per un buon allenamento prima della Maratona di New York e dopo aver esaurito le fatiche nell’organizzare la 5° edizione della “Corriamo per il luppolo” a Tavenna.

In campo femminile, sempre nella sei ore, la vittoria assoluta è andata alla lombarda Elena Di Vittorio, mentre le abruzzesi Paola D’Anteo (Runners Pescara) e Maria Loreta Bellobuono (Gruppo Sportivo Celano) sono diventare campionesse italiane nelle rispettive categorie.

Ultima annotazione la presenza nella gara del veterano del podismo molisano, quel Benito Grieco che è sempre presente nelle gare podistiche in Molise ormai da oltre cinquanta anni!

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LA PRIMA DI ANGELO IADEMARCO CON LA PODISTICA S. SALVO

Sabato 29 settembre a Francavilla al Mare, in occasione della II edizione della 3 ore dell’Adriatico, c’è stata la prima vittoria assoluta per Angelo Iademarco con la casacca della Podistica S. Salvo.

Con 43,013 km in tre ore l’atleta molisano, trapiantato a S. Salvo, ha battuto Maurizio Di Paolo  e Antonio Fiadone (entrambi del gruppo Passologico Pescara) specialisti delle ultramaratone, che si sono dovuti arrendere allo strapotere dell’atleta sansalvese che finalmente, dopo svariati tentativi, è riuscito a colpire nel segno.

Emozionato, a fine gara, ha dedicato la stupenda vittoria, oltre che al suo papà che lo segue con passione in ogni gara, al suo Presidente  Michele Colamarino che lo ha fortemente voluto nella Podistica S. Salvo.

Nello stesso week end altri atleti biancoazzurri sono stati protagonisti alla Maratona di Varsavia, in particolare si sono distinte le ragazze della Podistica S. Salvo: Mafalda Lucci, ottimo il suo 4h12’ e stupefacente la prova della esordiente Sonia Di Tullio.

 

Intanto, a proposito di maratone ed ultra-maratone, brillante il risultato di Domenico Martino (atleta pugliese trapiantato a Vasto)  nella 6 Ore di Barletta, dove con la sua ultima divisa disegnata ad hoc dagli amici di Giosport, ha vinto la gara nella propria categoria (arrivando 6° assoluto, dinanzi a dei mostri sacri come D’Avanzo e Mangione) confermando il prezioso risultato di due settimane prima a Policoro dove si è laureato campione italiano di categoria sulle 100 miglia.

A proposito di Campionato Italiano, l’appuntamento per i sopracitati atleti, con Iademarco in primis visto che correrà in casa, sarà per la II Sei Ore di Campobasso, che si svolgerà sabato prossimo, valevole per il Campionato Italiano della Sei Ore IUTA su pista, dove tutti i migliori della specialità si daranno battaglia per portare a casa la maglietta tricolore.

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