18/20 GRAN SASSO C’E’….L’ABRUZZO CHE CORRE…

La diciottesima maratona/ultra fa finalmente tappa nel mio Abruzzo con la 50 Km del Gran Sasso virtuale.

Di questa gara conosco poco…..ma sicuramente non mi sfugge l’organizzatore, ovvero il mitico Presidentissimo della Manoppello Sogeda Franco Schiazza. Ho un bel ricordo di questo fantastico organizzatore nonché maratoneta: la sua 100° maratona corsa lo scorso ottobre in occasione della Maratona di Pescara.

Era una persona felice per la sua impresa contornato da un folto gruppo di amici e parenti che lo hanno veramente coccolato, insieme ai suoi compagni di squadra, in tutti i 42.195 metri sul lungomare di Pescara. E quando finalmente la voce dello speaker storico abruzzese Roberto Paoletti ha annunciato il suo arrivo in Piazza Salotto sono cominciati i festeggiamenti finali per la storica impresa sportiva del presidentissimo.

Quel giorno, pieno di sole, ho visto nei suoi occhi l’emozione e la felicità di un ragazzino che stava per compiere un’impresa che aspettava da tempo. E così tra brindisi, canti, cori e pacche sulle spalle il mitico Franco ha trascorso la sua 100° maratona come meglio non poteva: nella sua terra abruzzese, in mezzo ai suoi amici e partenti festeggianti, con uno speaker che esaltava le sue qualità sportive e soprattutto umane (di presidente ed organizzatore) e con tutti gli atleti presenti che lo incitavano e gli facevano i complimenti per il prestigioso traguardo raggiunto.

Del resto, la Maratona di Pescara si presta a questo tipo di festeggiamenti, vuoi per la regia occulta dell’organizzatore Alberico Di Cecco, vuoi anche per i precedenti e collaudati festeggiamenti sulla stessa Piazza Salotto da parte degli ultra maratoneti pugliesi Domenico Martino e Guerino Pasquale di qualche anno addietro!

In definitiva non conosco la bontà e la grandezza della 50 km del Gran Sasso, ma ho toccato con mano, in una assolata domenica di ottobre a Pescara, la bontà e la grandezza del Presidente/organizzatore Franco Schiazza.

 

17/20 IL RITORNO DELLA SIBILLA….INTORNO AL LAGO TRASIMENO!

Il programma, stravolto dal COVID, prevedeva la due giorni della Sibilla organizzata a Campi di Norcia in Umbria, la regione nella quale ho un ricordo particolare avendo corso intorno al Lago Trasimeno, testimoniato da casacca invernale e medaglia.

Infatti nell’edizione 2017 flagellata da vento e pioggia ho provato l’ebbrezza di correre intorno ad un lago (il Lago Trasimeno per l’appunto), o almeno per buona parte di esso; i più coraggiosi hanno corso per 58 km. con partenza ed arrivo a Castiglione del Lago, io optavo per la misura standard ovvero la maratona (con arrivo a Sant’Arcangelo) che, con quelle condizioni climatiche proibitive, è stata più che sufficiente!

 

Alla partenza incontravo la mia compagna di squadra Annalisa che, se non ricordo male, rientrava alle gare dopo la gravidanza, ed insieme ad altri centinaia di podisti, ci rifugiavamo dentro un bar per proteggerci dalla forte pioggia battente, prima dello start.

La trasferta umbra era stata decisa da mia figlia Ilaria, che aveva l’impegno di andare a fare visita alla sua amichetta del mare Camilla a Perugia; così dopo aver lasciato Ilaria nel capoluogo umbro  io con mia moglie ci recavamo a Gubbio dove avevamo prenotato un hotel in pieno centro storico.

E così tra Perugia, Gubbio ed il Lago Trasimeno il week-end umbro lo abbiamo trascorso anche degustando le specialità del posto (specie per recuperare le fatiche post gara) e soprattutto ammirare le bellezze della regione che era stata sconvolta da un violento sisma qualche anno prima.

 

16/20 MAGGGICA ROMAAA….LA MARATONA DI ROMA

Virtualmente si corre la 6 ORE DI ROMA che si è sempre corsa in notturna intorno alla metà di luglio in Villa De Sanctis, ma non avendo mai partecipato il ricordo personale non va molto lontano; infatti resta nella capitale dove nell’arco della mia carriera da maratoneta ho corso ben sette maratone di Roma, testimoniato da magliette e medaglie.

Sicuramente la più importante dal punto di vista emozionale è stata l’edizione del 2005: era la mia prima maratona…ma non solo….era la prima volta che attaccavo un pettorale sulla canotta. Avevo trovato la squadra per l’occasione, insieme al mio amico Giuseppe, con il quale avevo iniziato il percorso podistico e soprattutto la preparazione che ci portava  a metà marzo ad intraprendere quello che per molti era una pazzia ma per me e Giuseppe era un obiettivo al quale tenevamo fortemente.

Ricordo la partenza all’ombra del Colosseo….noi spauriti in mezzo ad oltre 10.000 maratoneti “veri” provenienti da ogni parte del mondo; allo sparo, ovvero alla partenza dei top runners eravamo ancora incolonnati per entrare nel rettilineo di partenza di Via Fori Imperiali…che emozione!!!

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Conoscevo benissimo la città, in quanto ci avevo vissuto per circa cinque anni durante gli studi universitari e per questo ad ogni angolo indicavo a Giuseppe il monumento che incontravamo, la piazza che stavamo attraversando, la strada più o meno famosa dove era successo qualche evento, i palazzi delle istituzioni, le fontane, fino ad arrivare negli ultimi chilometri dove ci imbattevamo con i proverbiali sanpietrini….pure quelli li conoscevo ma non l’effetto che facevano alle gambe di un maratoneta dopo oltre 30 km di gara!!

All’arrivo la commozione fu grande ….mi sembrava che tutti aspettassero me che ero fortemente emozionato perché l’impresa si stava per compiere ….che bello ricevere la medaglia nel cuore di Roma!


Ovviamente avevo avvisato i miei amici romani della mia presenza a Roma in occasione della maratona e tanto era lo stupore di uno di essi che mi chiamava il giorno dopo la gara complimentandosi perché aveva letto su un quotidiano capitolino che la maratona di Roma era stata vinta da un abruzzese con il tempo record di 2h 08’02’’….ovviamente non ero io ma quel tempo da record che rimase imbattuto per parecchie edizioni era del mitico Alberico Di Cecco!

15/20 I CONTI TORNANO….NELLE MARCHE E’ SEMPRE BELLO CORRERE!

 

Altro appuntamento mancato per via degli strascichi dell’emergenza Covid è quella della 6 ORE DI SERRA DEI CONTI. In molti me ne hanno parlato descrivendomela più una festa che una gara vera e propria per quanta allegria, musica, balli e specialità eno-gastronomiche che si incontrano lungo il circuito cittadino nel borgo marchigiano.

Tanto che lo scorso anno, nell’edizione 2019, ero pronto a partire per un week end con mia moglie nell’entroterra marchigiano ma venivo bloccato, qualche settimana prima, da un fastidioso infortunio che ancora oggi sento le conseguenze.

Non avendo mai corso, quindi, a Serra dei Conti il racconto di questa 15° maratona/ultra virtuale si sposta di qualche chilometro verso il mare dove per più anni si è corsa la Maratona del Piceno Fermano con partenza ed arrivo a Porto S. Giorgio, sul lungomare.

L’ho corsa un paio di volte sempre con gli stessi amici: Fabio e il padrone di casa Sergio, in quanto marchigiano doc essendo le sue origini proprio di Fermo e, per l’occasione ho “riesumato” maglietta e medaglie celebrative .

Nella prima occasione, dopo la gara, di corsa verso casa dei genitori di Sergio, dove la cara mamma Lina era tutta intenta a cucinare le squisitissime olive ascolane…e chi se la scorda quella mangiata!

Nella seconda circostanza, avendo poco tempo a disposizione nel post gara, Sergio ci portava direttamente da Fermo le prestigiose olive ascolane cucinate sempre dalla signora Lina, che consumavamo in macchina appena dopo il sospirato arrivo della maratona.

In entrambe le occasioni, nonostante il gran caldo, nonostante la scarsa preparazione e nonostante gli interminabili rettilinei del lungomare tra Porto S. Giorgio e Fermo, le olive della mamma di Sergio hanno sempre allietato l’evento, tant’è che la memoria, a distanza di anni, si sofferma ancora su quel “delizioso” particolare.

E’ sempre bello correre nelle Marche specie in compagnia di un amico podista  marchigiano che non lascia mai nulla al caso, soprattutto se si tratta di specialità culinarie.

 

14/20 LA ULTRA PISTOIA ABETONE NEL RICORDO DELLA MARATONA D’ITALIA

La 14° puntata delle maratone/ultramaratone virtuali fa tappa sull’Appennino Toscano dove da molti anni si svolge la caratteristica Pistoia Abetone, gara quasi completamente in salita adatta ai podisti duri.
Ovviamente mi sono sempre badato bene dal correrla, sia per il percorso molto impegnativo e sia per il caldo fastidioso di fine giugno.
Domenica scorsa un gruppetto di ultramaratoneti del Club si sono cimentati nel ricordo dell’appuntamento toscano; io preferisco scavallare gli Appennini ed andare a raccontare la maratona d’Italia che si è svolta per molti anni a Carpi (come testimoniano maglietta e medaglia dell’epoca), e che purtroppo, per via di difficoltà organizzative la gara è stata cancellata dal calendario nazionale delle maratone.

Ho avuto il piacere di correrla nell’anno della ricorrenza del centenario della vittoria olimpica di Dorando Pietri (poi revocata per squalifica) in occasione delle Olimpiadi di Londra del 1908; ricordo che durante la gara ho incontrato parecchi maratoneti che correvano con il look di Dorando, ovvero pantaloni al ginocchio, canottiera bianca e fazzoletto con quattro nodi alle punte in testa.

Nell’occasione era stata inaugurata una statua a grandezza naturale di Dorando in una Piazza di Carpi e la maratona onorava questo illustre cittadino passandoci nei pressi.
Era bellissima la location della partenza dinanzi la fabbrica della Ferrari a Maranello, con tutte le foto delle rosse in bella mostra ed ovviamente io ed i miei amici Piero, Tommy, Luigi e Maria non ci siamo fatti pregare per immortalarci insieme a quei bolidi.


Durante la gara ricordo che nell’attraversare Modena passavamo all’interno della Caserma dell’Accademia Militare e nel cortile della scuola abbiamo trovato moltissimi Cadetti che al nostro passaggio ci facevano il saluto militare.


Infine, l’arrivo nella splendida ed assolata Piazza dei Martiri nel centro storico di Carpi con tantissima gente a fare il tifo per acclamare non solo i tre keniani che salivano sul podio, ma anche noi maratoneti normali che avevamo impiegato un tempo non proprio da record.

13/20 LA VALLEE’ VIRTUALE MA PARIS E’ SEMPRE PARIS….

Lo scorso anno si è corsa la 1° edizione della Maratona della Valle d’Aosta proprio nel capoluogo di regione della piccola regione ai confini con la Francia.

Mentre alcuni supermaratoneti hanno improvvisato in questi giorni post covid una seconda edizione a ranghi ridotti (ovvero solo virtuale) io mi accontento di ricordare la mia maratona in terra francese e precisamente a Parigi.

Era l’edizione 2014 e organizzavo, con il mio amico e compagno di tante avventure Fabio, la trasferta con le nostre rispettive famiglie; obiettivo dichiarato: correre una bella maratona con partenza ed arrivo nella meravigliosa Champ Elisee e visitare la città più romantica d’Europa unitamente alle nostre mogli e figli.

La gara era particolarmente bella con un percorso che ha costeggiato la Senna ed ha toccato i punti più importanti turisticamente  della città transalpina. La cosa particolare  è stata la maglietta ricordo che ci fu consegnata dopo l’arrivo insieme alla medaglia: la cosiddetta maglia del finisher….

Dopo la maratona c’è stata un paio di memorabili birre con il futuro patron della “Corriamo per il luppolo”, che ci ha ristorato dalle fatiche incontrate in quei 42.195 metri pieni di insidie e difficoltà ma portata a termine, nei pressi dell’Arco di Trionfo, con soddisfazione sotto gli occhi dei nostri familiari, i quali dapprima hanno ammirato le meraviglie del Louvre e successivamente le performance dei due maratoneti di casa.

Dal pomeriggio post maratona giro turistico della città con foto di rito con tutta la famiglia, che ogni tanto si lamentava che …..avevamo camminato troppo!!!

12/20 STOP ALLE COZZE….NELLA MARATONA DEL GARGANO

Eh …già….non finisce qui!
Il Presidente del Club Supermarathon ci ha comunicato che se abbiamo voglia (di raccontare) e forza (di correre) oltre che continuare a donare (obiettivo …..non casuale arrivare a 42.195 euro) possiamo continuare e così è giunta l’ora della Maratona del Gargano sapientemente organizzata dal mitico Pasquale Giuliani.
Personalmente l’ho corsa lo scorso anno ed a testimoniarlo sono la maglia e la medaglia ricevuta all’arrivo, sotto un sole bollente che ha condizionato notevolmente la gara.
Correre sul Gargano è molto suggestivo in quanto hai sempre sullo sfondo il mare Adriatico dal quale emergono le Isole Tremiti che sembrano guardarti mentre corri su e giù per le strade coperte dalla particolare vegetazione tipica del promontorio del Gargano.
Ed è per questo motivo che per rievocare questa gara con questo scenario ho cercato sul mio territorio qualcosa di simile….Isole Tremiti comprese….


Ricordo, con particolare emozione, il momento in cui mi sorpassava Alberico Di Cecco (lui aveva già percorso 8 km in più di me in quanto iscritto alla 50 km) il quale mi incitava dicendomi che non era affatto caldo, mentre entrambi stavamo bevendo una bottiglietta d’acqua, abilmente distribuita dall’organizzazione.
All’arrivo siamo stati tutti acconti personalmente dal patron della manifestazione Pasquale Giuliani, il quale, viste le particolari condizioni atmosferiche, voleva sincerarsi del nostro stato di salute, anche in vista del sontuoso ristoro organizzato per l’occasione.
E così, dopo una veloce birretta con gli amici Antonio e Alessandra, mi sono recato a quello che era tutt’altro che un normale ristoro post maratona, in quanto le signore di Cagnano Varano si erano impegnate a preparare ogni ben di Dio ed in particolare la zuppa di cozze, che oltre ad essere squisita, era infinita, in quanto veniva servita ad oltranza….a dispetto dei voucher che ci avevano consegnato al momento del ritiro del pettorale.


E così ho capito perché il nostro Presidentissimo Paolo Gino ha dato nome a questa maratona virtuale STOP ALLE COZZE…anche lui è rimasto incantato dalle signore di Cagnano che non si stancavano né di cucinare e né di servire degli squisiti sautè di cozze del Gargano!

11/11 MARATONE VIRTUALI: SUVIANA SUCHE’FINITA…..RICORDANDO LA MARATONA DI REGGIO EMILIA

Siamo giunti alla fine di questa esperienza podistica virtuale con la maratona del Lago di Suviana, ridente località sull’appennino emiliano-bolognese.

A dire il vero è una maratona che non conosco e, pertanto mi riesce difficile parlarne e quindi mi sposto di qualche centinaia di chilometri più a nord ricordando la mia Maratona di Reggio Emilia corsa nell’anno 2009, e rievocata virtualmente con la maglia dell’epoca e la medaglia con il tricolore.

Ho un piacevolissimo ricordo di quella maratona in quanto avevo una gran voglia di andare in quella città a correre ma il periodo non era dei migliori per convincere mia moglie, che non gradiva affatto viaggiare nei periodi freddi. Allora mi inventavo che dovevo necessariamente andare per ritirare un premio….

Infatti, sul sito della Maratona di Reggio Emilia città del tricolore, mi saltava all’occhio l’esistenza di un concorso tra i partecipanti intitolato “ La Maratona di Reggio Emilia è…..” e così durante l’ultimo lungo, ovvero circa tre settimane prima l’evento, mi inventavo uno scritto che inviavo all’organizzazione.

Così, dopo un paio di settimane, ricevevo risposta che il mio scritto, letteralmente inventato perchè io a Reggio Emilia non c’ero mai stato, era stato selezionato per essere pubblicato sulla rivista della Maratona di Reggio Emilia ed avrei ricevuto, come premio, il pettorale gratis.

A quel punto, diventava cosa facile convincere mia moglie, che doveva accompagnare un maratoneta-scrittore a ritirare una “specie di premio letterario” nella città emiliana e, rileggendo oggi quel pezzo, ho notato anche un sapore profetico, in quanto proprio a Reggio Emilia ho stabilito il mio personale in maratona con il tempo di 3h e 34’.

 

Di seguito il mio “capolavoro letterario”.

La Maratona di Reggio Emilia….

Sarà l’aria particolarmente frizzante di metà dicembre….sarà il profumo proveniente dalle cucine delle mamme reggiane che si può sicuramente annusare percorrendo le strade selciate dell’hinterland di Reggio…..sarà quella voglia matta che Ti si mette sempre in testa “questa è la volta buona”…. sta di fatto che alla Maratona di Reggio Emilia vale proprio la pena esserci.

Non ci sarà il fiume di persone tipiche delle maratone di Roma/Firenze/Venezia, non ci saranno le auto che strombazzano ad ogni incrocio, tipico della Maratona di Milano, non ci saranno motorini che gareggiano con i podisti tipico della Maratona di Napoli, non ci saranno i lunghi ed interminabili rettilinei tipici delle Maratone di Padova/Carpi, ma ci sarà quel sottofondo del vociare emiliano misto a qualche frenata di bicicletta, nonché un battimani continuo che Ti incita e motiva a dar fondo a tutte le Tue energie per poter arrivare in Corso Garibaldi e dare una prima occhiata allo sventolante tricolore ed l’altra al display del cronometro: sarà il tuo personale!

Aggiungi che quest’anno si correrà il giorno di Santa Lucia, giornata di per sè magica, e unisci anche tutta la proverbiale collaborazione dei volontari, che anche loro in questo giorno gareggiano tra loro per farTi sentire che Ti stavano aspettando a questa emozionante giornata di sport…..e allora il risultato è là….basta prenderlo!!!   

10/11 MARATONE VIRTUALI: RECORDANDO LA STRADA….DELLA FASHION MARATHON

Siamo agli sgoccioli delle super maratone virtuali: con la “Recordando la strada” di Torino il nostro Presidente Paolo Gino ci comunica ufficialmente che abbiamo superato la raccolta benefica di € 25.000,00 ….bel risultato per essere un po’ di matti che pur di correre (e, aggiungo io, scrivere….) si sono inventati questa manifestazione che ci ha fatto compagnia per tutto il periodo del lockdown.

Non ho mai corso questa ultramaratona sotto la Mole Antonelliana ed approfitto dell’occasione per parlare di un’altra gara che ho corso esattamente sei anni fa in Toscana e precisamente a Reggello: la 1° edizione della Fashion Marathon.

Venivo invitato dagli amici e colleghi della Banca di Credito Cooperativo di Valdarno Fiorentino, località vicino a Reggello, che organizzavano la 1° Edizione del Campionato Italiano delle Banche del Credito Cooperativo ed, insieme all’amico Alfredo, ci organizzavamo per un bel week end in terra toscana, dalla quale abbiamo riportato finanche due trofei per la gioia dei nostri piccoli (all’epoca ) tifosi!

Ecco di seguito l’articolo scritto per l’occasione.

Con la banda dei Bersaglieri della sezione di Montevarchi che intonava l’inno di Mameli attorno ad un folto pubblico festante, si è aperta lunedì 2 Giugno la Prima edizione della FASHION MARATHON, che si è svolta lungo le due sponde del fiume Arno nel Comune di Reggello (FI), nella Fashion Valley, nel cuore della campagna toscana.
La gara podistica è consistita in una mezza maratona valevole anche come Campionato Italiano BCC (riservata ad amministratori/sindaci, dirigenti e dipendenti), organizzata nei minimi particolari dalla locale Banca di Credito Cooperativo Valdarno e Cascia, presieduta dal Presidente Moreno Capanni e dal Direttore Generale Paolo Bracaglia, che ha partecipato attivamente alla gara.
La banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno ha ben figurato anche se ha partecipato alla manifestazione con  soli tre atleti (i dipendenti Alfredo Troilo e  Marco Delle Monache e l’amministratore Pasqualino Onofrillo) conquistando la terza posizione nella speciale classifica per gruppi preceduta sul podio dalla BCC Rovigo (con sette atleti all’arrivo) e dalla Cassa Padana BCC (con ben nove atleti), grazie anche alla vittoria nella categoria amministratori.


La vigilia della gara è stata caratterizzata da un conviviale (allietato dalla musica dal vivo, balli e canti) tra tutti gli atleti delle oltre 20 BCC presenti alla manifestazione, nonché dalla ASSIMOCO,  dalla ASSICOPER e dalla Federazione Toscana, i quali, nell’occasione, hanno abbandonato la classica giacca con cravatta d’ordinanza per dare spazio alle più comode scarpe da running  e tuta, vista la fatica ed il sudore che aspettavano gli atleti/bancari il giorno seguente.
Per quanto riguarda  l’aspetto tecnico la gara è stata dominata dagli atleti africani (primo il keniano K. Kipruto, con il tempo di 1h 05′, che ha preceduto il connazionale D. Abdelilah ed il marocchino H. Midar), mentre il primo degli italiani è stato il pescarese Alberico Di Cecco arrivato in terra toscana all’ultimissimo momento e piazzatosi al quarto posto assoluto.”

9/11 MARATONE VIRTUALI ….PASSATORE DELLA SPERANZA…IL PASSAVIRUS

Così è stata ribattezzata dagli organizzatori di questa serie di maratone virtuali in giro per la nostra cara ed amata Italia e, come promesso al nostro Presidente Paolo Gino, alla regina delle ultra posso raccontare qualcosa anch’io, mentre sul solito lungomare, con il mio compagno di avventura Fabio, abbiamo celebrato il quarto anniversario con maglietta e medaglia dell’epoca.

Di seguito il racconto della stupenda esperienza tosco-romagnola corredata da alcune splendide foto ricordo.

A 50 ANNI ABBIAMO FATTO 100 km
Era l’autunno di circa due anni fa  e, durante uno dei soliti allenamenti, il mio amico coetaneo Fabio mi chiedeva che programmi avevo per i festeggiamenti dei miei 50 anni
Al momento non avevo la risposta pronta, ma dopo un paio di minuti mi veniva il “lampo di genio”….e se andassimo a festeggiare insieme da Firenze a Faenza?
Fabio non rispondeva nulla ma ho capito subito che qualcosa stava “bollendo in pentola”….!!
Dopo alcune maratone preparate e corse insieme giungevamo a Settembre 2015 durante il quale ho stabilito il programma della “festa dei nostri 50 anni”…..era molto semplice: una maratona al mese fino ad Aprile ed a fine Maggio il mitico Passatore.
Fabio non era molto convinto ma siamo andati insieme alla Maratona del Piceno, a quella di Pescara ed alla Maratona di Verona. A dicembre ho corso (questa volta senza Fabio) la 6 ore di Lucera (a casa del mitico Domenico, super esperto di ultra maratone).
A marzo, sempre insieme a Fabio la 6 ore di Putignano ed infine ad aprile la Maratona di Roma e la 6 ore dei Templari a Banzi. Durante questo iter di avvicinamento saliva la tensione e la preoccupazione (anche per via di un banale ma fastidioso infortunio in cui mi sono imbattuto) e le varie peripezie legate al lavoro ed a questioni familiari.
Ma alla fine la nostra “festa dei 50 anni” si stava finalmente concretizzando: dovevamo organizzarci per il fantastico week end della 100. 


Avevamo “arruolato” come supporter l’amico Adolfo che ci ha assistito e coccolato in ogni modo, dapprima catapultandoci a poche centinaia di metri dalla partenza di Via dei Calzaiuoli e, successivamente, assistendoci ogni 5/10 Km da Borgo S. Lorenzo fino alle porte di Faenza. Riuscivo anche a convincere il mitico Domenico (che avrebbe corso la sua nona volta il Passatore) a unirsi al gruppo: la sua esperienza si è rivelata preziosissima!!
La sera della vigilia l’atmosfera che si respirava in Piazza del Popolo a Faenza era veramente magica…durante il pasta party incontravamo il patron della manifestazione Pietro Crementi detto Pirì…….un uomo di un entusiasmo e di una passione fuori dal comune, il quale ci dava il consiglio più prezioso: “Ragazzi risparmiatevi sul Colla perché se avete forza ed energie c’è tempo per impiegarle”. Consiglio ascoltato alla lettera. Infatti, dopo una lenta partenza per le vie strettissime (per i circa 2.800 atleti partecipanti alla 44^ edizione) del centro storico di Firenze, ed un passo regolare su per Fiesole (dove il caldo era veramente insopportabile) si arrivava a Borgo S. Lorenzo con un bel passo, continuato fino ai piedi del Colla. Dopo aver percorso correndo i primi quattro chilometri ci tornavano in mente le parole del mitico Pirì. È così pian pianino, con un passo sostenuto ma senza correre siamo,arrivati sul Passo Colla.


Da quel momento è iniziata un’altra gara: un paio di integratori, un po’ di parmigiano e un uovo sodo e si ripartiva “a tutta” alla volta di Marradi, dove arrivavamo veramente alla grande recuperando abbondantemente il tempo perso sul Colla. Intorno al 70^ km facevamo un rapido calcolo ed avevamo una proiezione tra le 11 e le 12 ore all’arrivo …..un tempo incredibile per due neo cinquantenni all’esordio in una 100 km!!!
Ma la parte più dura e faticosa era proprio dietro l’angolo: nemmeno i ristori e le pause dal nostro fedele accompagnatore Adolfo riuscivano a fare  il miracolo: e la fatica inesorabilmente prendeva il sopravvento. Intanto le notizie dal telefonino davano Domenico che stava “attaccando” il suo personale mentre io e Fabio, come stabilito prima della partenza, correvamo insieme perché l’obiettivo era quello di arrivare insieme a Piazza del Popolo a Faenza. È così alternando corsa a camminata veloce, accompagnati dalla “colonna sonora” delle anatre che starnazzavano nel fiume Lamone, si arrivava a Brisighella dove ci illudevamo inutilmente di poter chiudere la gara sotto le 13 ore.

L’errore è stato  di soli 13 minuti (nel real time) in quanto alle 4,13, indossando le nostre magliette celebrative, ed immortalati dal telefonino di Domenico (che chiudeva in 12 ore e 35 minuti) io e Fabio chiudevamo la nostra “festa per i 50 anni” nel migliore dei modi!!
Dopo aver indossato la medaglia e ritirato la maglietta ricordo, insieme a Domenico andavamo ad abbracciare il nostro “angelo custode” Adolfo e tutti insieme andavamo a bere la tanto sospirata birra, assaporando il gusto dell’impresa!!
I festeggiamenti sono continuati a pranzo (dopo aver dormito qualche ora in quanto l’adrenalina accumulata era senza dubbio maggiore della stanchezza) durante il quale il “Dream Team ” si concedeva il meritatissimo reintegro delle calorie perse onorando con del buon Sangiovese lo slogan della “100 del Passatore – Sulle vie del Sangiovese”.

Ultima annotazione: prima della partenza, durante il tragitto per le stradine del centro storico di Firenze, abbiamo  vissuto un momento altamente emozionante….mentre camminavamo alla volta di Piazza della Signoria siamo stati raggiunti da un sorridente atleta che ci ha riconosciuto e salutato cordialmente…..quell’atleta era RE GIORGIO che dopo qualche ora conquistava la sua 11^ 100 del Passatore…..che atleta….che sportivo…… ma soprattutto che uomo!!!”