IN BICI O DI CORSA L’EDUCAZIONE STRADALE …QUESTA SCONOSCIUTA

Quando si corre a piedi o si va in bici, nonostante la presenza sul nostro territorio di qualche chilometro di pista riservata, è inevitabile che il ciclista o il podista vada a configgere con l’automobilista. Mi è capitato più volte di vivere scene raccapriccianti o sulle strisce pedonali o anche nelle piste ciclo-pedonali, addirittura anche tra ciclisti e podisti. Però, la scorsa domenica, in occasione di una maratona in Spagna, ho avuto modo di riflettere sull’argomento anche alla luce di una telefonata che ho ricevuto da un’amica qualche giorno prima proprio sull’argomento.

Ma andiamo con ordine.

A Las Palmas la maratona aveva praticamente invaso l’arteria principale della città, cosicché i ciclisti erano costretti a percorrere la pista che invece normalmente era riservata ai podisti. Ad un certo punto, sotto i miei occhi, ho visto due gruppi di ciclisti, provenienti da direzione opposta, che rischiavano di scontrarsi; invece grazie alla bassa velocità di marcia ed al loro buon senso, nell’incrociarsi si sono saputi ben evitare e anzi ho visto sorrisi e reciproche pacche sulle spalle.
Tornando alla telefonata della mia amica (peraltro anch’essa podista) la stessa mi raccontava di una domenica mattina che nel mentre usciva di casa con la sua automobile si imbatteva in un gruppo di podisti sulla strada riservata alle automobili. Istintivamente ha usato il clacson per avvisare i podisti della sua presenza ma, di tutta risposta, è stata insultata e apostrofata in malo modo.
La mia amica è rimasta sbigottita dall’atteggiamento dei podisti e mi ha fatto notare la spiacevole situazione nella quale si era venuta a trovare.
Ora il problema è tutt’altro semplice da dirimere perché occorrerebbe tener conto di tante situazioni particolari ma credo che la cosa più importante è che sia il ciclista che il podista siano “armati” di buon senso e buona educazione.
L’episodio dei ciclisti spagnoli mi ha fatto riflettere sul grado di educazione stradale e di rispetto reciproco esistente tra gli sportivi di quel paese che, nell’occasione, invece di insultarsi reciprocamente si sono scambiati sorrisi e saluti.
Ma perché ciò non è possibile anche da noi?
Certe domeniche mattina mi imbatto con ciclisti che corrono ad oltre 40 km/h in una stradina di poco più di un metro e mezzo che urlano per avere strada…..
Dove sta il buon senso in quella situazione….a pochi metri da quella pista (che loro rivendicano essere solo ciclabile) vi è una strada piatta e larga dove possono “volare” come credono senza mettere in pericolo la loro è l’altrui incolumità.

Sempre sull’argomento devo segnalare l’atteggiamento degli automobilisti e dei pedoni in occasione della chiusura delle strade in una grande città a seguito di una maratona: si scatena il finimondo; veniamo puntualmente insultati e maltrattati perché impediamo la loro libera circolazione. Ricordo di un episodio durante la mia prima esperienza nella maratona di Milano (città poco paziente con i maratoneti); mentre percorrevo stancamente gli ultimi chilometri di una freddissima e massacrante maratona venivo letteralmente aggredita da una vecchina che con un forte accento milanese mi intimava: “….ma giovanotto dove va? Non sa che il primo è passato circa due ore fa?…Ma cosa corre a fare ancora…”!!!

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LA PODISTICA S. SALVO SUL PODIO DEL CORRILABRUZZO 2018

Alcune domeniche orsono si è svolta la premiazione del circuito podistico abruzzese Corrilabruzzo dove il sodalizio sansalvese è riuscito a salire sul podio della classifica per squadre, rientrando di fatto tra le migliori tre squadre abruzzesi. Infatti il team, guidato in maniera impeccabile dal Presidente Michele Colamarino, è stato preceduto solo da due squadre del calibro dei Runners Chieti e Runners Pescara, rispettivamente prima e seconda.

Lo scorso sabato vi è stata l’annuale assemblea della Podistica S. Salvo durante la quale è stato approvato all’unanimità il bilancio 2018. Erano presenti la maggior parte dei 120 iscritti al gruppo podistico e, nell’occasione è stato consegnato a tutti gli atleti le nuove divise sociali sponsorizzate da MEDICAL CENTER, il borsone sponsorizzato da IMISCA ed il k-way sponsorizzato da CIMID.

Nell’occasione si è parlato del programma 2019, nel quale sono previste numerose trasferte, a partire dalla prossima Maratona di Roma, nonché l’organizzazione di più eventi sportivi tra i quali il Memorial podistico “Dino Potalivo” (edizione n°16), la gara di Triathlon che si svolgerà a S. Salvo Marina, il Trofeo “Il ragazzo/a più veloce di S. Salvo”, riservato ai ragazzi delle scuole medie di S. Salvo e la 2° edizione della Wine Run.

Visibilmente soddisfatto il Presidente Colamarino, coadiuvato nell’occasione da tutto il direttivo, che ha avuto parole di ringraziamento verso tutti gli atleti biancoazzurri che si sono distinti in questa stagione sportiva appena conclusa.

Alla fine dell’assemblea tutti gli atleti sono stati protagonisti di una conviviale nella quale ognuno ha illustrato, dinanzi ad un buon bicchiere di birra ed ad una gustosa pizza, i propri programmi per il prossimo 2019.

 

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GENNAIO: SI RICOMINCIA A CORRERE IN VISTA DELLE MARATONE PRIMAVERILI

Dopo la sbornia natalizia si ricomincia a correre seriamente per preparare al meglio le gare primaverili; in particolare sono moltissime le mezze e le maratone tra marzo e aprile, per le quali bisogna prepararsi al meglio proprio in questo periodo.

Anche se i più testardi maratoneti qualche gara lunga da correre la trovano anche in gennaio. E così domenica scorsa si è corsa la Maratona di Messina (immancabile la presenza di Domenico Martino) e la Ultra Maratona della Pace sul Lamone organizzata dall’abruzzese Enrico Vedilei.

Solitamente in gennaio le più belle maratone sono nei posti notoriamente caldi ed infatti, qualche anno fa, ho convinto la mia “squadra” e siamo partiti alla volta di Dubai.

La Dubai Marathon è famosa per il suo lunghissimo ed interminabile rettilineo da percorrere in andata ed al ritorno nei pressi del lungomare della città araba tra grattacieli e moschee fino ad arrivare alla parte vecchia della città Deira (famosa per i suoi tradizionali souq).

La partenza era fissata per le 6.00 del mattino in quanto, nonostante eravamo in pieno inverno, il caldo si faceva sentire (all’arrivo c’erano circa 30°) condizionando non poco le prestazioni atletiche, specie per me che avevo appena lasciato un Abruzzo super innevato.

Quella di Dubai è stata la maratona n° 42, proprio come i chilometri della gara regina dell’atletica, e di ciò se ne sono accorti anche gli amici di Zona Locale che mi hanno “regalato”, al mio ritorno a casa, un bell’articolo, corredato da belle foto.

L’occasione è stata ghiotta per visitare una delle più moderne e belle città del mondo con il grattacielo più alto al mondo il Burj Kalifa (contornato da bellissime fontane luminose) e la splendida spiaggia, all’ombra dei grattacieli, di Dubai Marina di fronte a Palm Jumeirah e la stupenda moschea di Jumeira ed il famoso albergo sul mare Burj Al Arab, nei pressi del quale era posto sia la partenza che l’arrivo della maratona.

La cosa che ricordo di quella gara è stata la variegata presenza di atleti di etnia asiatica-orientale: infatti tra i 1500 atleti presenti alla competizione vi erano moltissimi indiani, cinesi, giapponesi, iraniani, pachistani e afgani, oltre a numerosi arabi (molte ragazze hanno corso con il tradizionale chador) ed in dirittura d’arrivo sono arrivato con un ragazzino cinese e uno delle Maldive.

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RIPRENDERE A CORRERE DOPO LE FESTIVITA’ NATALIZIE

Con il 6 gennaio, “l’Epifania, tutte le feste porta via”. Per sconfiggere la “depressione da festività e, soprattutto, i chili di troppo non c’è di meglio che una bella corsetta, specie nelle ore più calde della giornata (ad esempio: durante la pausa pranzo).

Dopo le maratone alimentari di Natale, di solito la prima priorità è perdere peso, in modo da togliere i chili di troppo. Il passo immediatamente successivo è quello di rimettersi in forma, recuperando così tutto il tempo durante il quale non si è svolto nessun tipo di attività fisica.

Se proprio di correre non viene voglia si può cominciare con qualcosa di più semplice: passeggiare. Non è fortemente impegnativo e farlo almeno tre o quattro volte a settimana, per 35-45 minuti, può aiutare a buttare via i chili in eccesso, ovviamente unito ad una dieta depurativa dopo le sbornie natalizie.

Ovviamente correre aiuta molto di più a “rimettersi in riga”, senza dimenticare che il vero runner si è sempre allenato costantemente, anche tra panettoni e lenticchie!

La corsa, infatti, consente non soltanto di bruciare velocemente calorie, ma anche di riattivare il metabolismo e tonificare tutti i muscoli del corpo, senza passare attraverso il calvario della odiosa e rigida dieta. Non serve diventare maratoneti per raggiungere l’obiettivo di perdere quel paio di chili di troppo accumulati tra pranzi e cenoni. Basta fare qualche chilometro due o tre volte alla settimana, ma con costanza e senza scoraggiarsi se, al primo allenamento, il fiatone arriva troppo presto. Correre in compagnia del partner o di amici sicuramente distrae la mente e permette di avere un approccio migliore con questo sport.

Con le fredde giornate di gennaio, il rischio è quello di lasciarsi impigrire dalle basse temperature o dal sole che tramonta presto. Certo, lo sappiamo tutti che la primavera ha un richiamo più forte, ma anche fare sport in inverno ha un fascino tutto suo.

Ricordo con piacere che alcuni anni fa programmai volutamente una gara tra Natale e Capodanno: era la 6 ore di Lucera che corsi con il mio amico Domenico. Durante le sei ore passate a correre psicologicamente era importante sapere che stavo bruciando tutti quegli eccessi alimentari del pranzo della vigilia e di Natale.

In quella gara non c’era alcun obiettivo particolare se non quello di rimettersi in forma dopo i cenoni ed i pranzi natalizi e “fare un po’ di posto” a quello che doveva ancora venire con il cenone di fine anno ed il pranzo di Capodanno.

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CORRERE E MANGIARE DURANTE LE VACANZE DI NATALE

Durante le festività natalizie il runner dovrebbe essere esentato da tutte le cene aziendali, le feste con parenti, le rimpatriate con gli amici, gli incontri culinari con i compagni di squadra (tipo quello svolto la settimana scorsa con la Podistica S. Salvo) perché tutte queste attività extra sportive sono finalizzate a perdere la forma acquisita prima dell’ultima settimana dell’anno.

Invece questo privilegio non ci è concesso ed a questo punto occorre una strategia difensiva.

Se non si ha voglia di continuare con i ritmi di allenamento pre-natalizi (in quanto un po’ di relax, sia fisico che mentale è importante a Natale) l’opzione più semplice rimane certamente quella di fare una bella camminata quotidiana tra i 30 e 60 minuti possibilmente a passo sostenuto per aumentare il dispendio calorico; infatti camminare rimane il metodo più facile per smaltire le leccornie natalizie.

Nell’ipotesi in cui si vuole continuare a correre durante la pausa natalizia (anche perché in teoria ci sarebbe più tempo a disposizione per gli allenamenti) sarebbe buona norma effettuare gli allenamenti mattutini (al massimo un’ora) a digiuno per cercare di bruciare più grassi possibili (specie quelli assimilati in occasione dei bagordi natalizi) oppure sfruttare la cosiddetta “finestra anabolica” per degustare a fine allenamento qualche dolcetto al quale proprio non si vuol rinunciare.

In ogni caso, sarebbe cosa giusta non spizzicare dolci o leccornie varie ad ogni occasione nell’arco della giornata; come contenersi dal consumo di alcolici (vini e spumanti, purtroppo imperversano nel periodo natalizio) a vantaggio del bere tantissima acqua (almeno due litri al giorno), ancor meglio aromatizzata allo zenzero, che ha la capacità di disintossicare.

Ma come comportarsi con le pietanze tipiche nei pranzi e cene natalizie?

La regola è sempre la stessa: nessun cibo è proibito e la moderazione è il segreto di tutto, cercando sempre di non cadere nell’ingordigia.

Personalmente ho una mia regola atavica legata alle varie fasi della giornata; dolci solo al mattino, carboidrati fino a pranzo e cena possibilmente leggera e ricca di proteine; ma non chiedetemi se la rispetto nel periodo natalizio.

Un’altra regola che dovrebbe valere tutto l’anno, per ovvi motivi, ma che nella fase natalizia è quasi d’obbligo è quello di limitare il consumo di sale a vantaggio di altre spezie tipo: curcuma, zenzero, curry, pepe nero, ecc.

La frutta non è mai proibita, anzi in certi pranzi potrebbe essere il naturale sostituto del dolce (specie se servito nel tardo pomeriggio).

Si ma cosa fare con il pandoro ed il panettone che giacciono sotto l’albero di Natale pronti per essere scartati? Certo che si possono mangiare ma non tutti a Natale ….si possono conservare e consumare nelle future colazioni: così da assaporarli spalmati nel tempo (magari una fetta ogni mattina) e non trangugiati tra la vigilia di Natale e S. Stefano!

Insomma, pensare di passare le feste con petto di pollo ed insalatina (alla Ronaldo style) credo che sia un po’ triste e poi c’è sempre il monito: appena finite le feste dieta e maggior attività fisica!

 

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I BABBI NATALE IN FUGA A PETACCIATO

Organizzata magistralmente dalla A.S.D. Runners di Petacciato, si è svolta la mattina di S. Stefano la II edizione della gara non competitiva denominata BABBI NATALE IN FUGA VERSO IL SOCIALE rivolta a runners e camminatori della zona.

Su un circuito panoramico cittadino di 2 km ripetuto per 2 volte dai camminatori e 3 volte dai podisti, con l’ausilio di una bella giornata di sole, la manifestazione, avente uno sfondo benefico, è riuscita nel migliore dei modi.

Infatti, erano poco meno di 100 gli atleti presenti nel borgo molisano, con il classico vestito da Santa Claus e scarpette tecniche ai piedi, che tra un panettone ed un pandoro si sono divertiti correndo e scambiandosi gli auguri natalizi.

Ospite della manifestazione Domenico Martino (con il pettorale numero 1) fresco vincitore del campionato italiano di categoria nella 24 ore, svoltasi due settimane fa a Lavello (PZ) e campione italiano sempre di categoria nella 100 miglia, oltre ad aver disputato oltre 200 maratone, riconoscibile sempre dagli indumenti molto colorati disegnati appositamente per lui dalla Giò Sport.

Encomiabili Gabriele Berchicci e Said Boukaki attenti organizzatori, con Michela Crispino ideatrice della manifestazione, in diretta corrispondenza dall’Australia hanno consentito la miglior preparazione delle due gare, anche con l’ausilio di Cristina Limoni (che ha guidato il gruppo dei camminatori) e Annalisa Cristoforetti.

Preziose le parole del Dott. Lucio del Forno prima della partenza che ha ribadito l’importanza del movimento fisico in tutte le età complimentandosi con la società sportiva di Petacciato sempre attenta all’argomento.

Il ricavato della manifestazione è stato destinato per l’acquisto del materiale didattico per la scuola materna di Petacciato.

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I 18 ANNI DI LUCA

Solitamente non parlo mai di cose personali nel blog ma soltanto di corsa e dintorni; ed è per questo motivo che per essere coerente mi tocca partire un po’ da lontano, ovvero da quando mi davi la manina per farti aiutare ad arrivare sotto il traguardo e sentivo nitido il tuo respiro affannoso e quando mi dicevi che ti facevano male le “gambottine”.

Per poi passare alle pompose premiazioni della Podistica S. Salvo in occasione delle feste sociali.

Poi un giorno mi hai detto che avevi corso troppo da bambino e da “grande” non avevi più voglia di correre.

L’altra sera, in occasione dei festeggiamenti dei tuoi 18 anni, ho visto un ragazzo con tanta energia e tanta allegria da stupire un po’ tutti gli invitati.

Quel ragazzino che correva un po’ impacciato sta lasciando il posto ad un ometto sicuro di sé, con della personalità ed una sottile ironia da far divertire ed intrattenere amici e parenti.

Il mondo ti aspetta: dovrai superare tante prove ma molto dipenderà da come doserai il tuo coraggio, la tua voglia di fare, la tua tenacia, il tuo cuore e, ovviamente, anche dalla buona sorte!

Buon compleanno Luca…adesso che sei maggiorenne le cose diventano un po’ più serie.

Ah dimenticavo…..quando ti tornerà la voglia di correre io sono qui ad aspettarti e speriamo di avere ancora gambe e fiato per  poter fare una gara insieme….magari una maratona!

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LA FESTA DELLA PODISTICA S. SALVO

Si è svolta domenica scorsa la festa annuale della Podistica S. Salvo, che ha visto coinvolti oltre 100 persone tra atleti, familiari e sponsor che hanno voluto celebrare tutti insieme questa stagione sportiva appena conclusa.

Nell’occasione, oltre alla conviviale organizzata in modo impeccabile dal direttivo del sodalizio sansalvese, è stata svolta la premiazione di tutte le classifiche sociali per l’anno 2018.

A presiedere tutte le premiazioni c’è stato un sorridente ed applauditissimo  Presidente della Podistica S. Salvo Michele Colamarino che, come negli anni precedenti, ha voluto personalmente consegnare i premi ai suoi atleti che sono saliti sul podio.

Nelle classifiche  al femminile (Top runner) sul gradino più alto del podio è salita Nubia Stella che ha preceduto Rosalba Monachese, mentre al terzo posto si è piazzata Incoronata Ronzitti; nella classifica quantità ha prevalso la stakanovista Mafalda Lucci, che ha preceduto Nubia Stella e Annalisa Fitti.

In campo maschile nella classifica Top runner  primo posto per Pino Cilli, che ha preceduto Vincenzo Del Villano e Paolo Mannarino, mentre nella classifica quantità ha prevalso Gennaro Lauritano, che ha preceduto Angelo Iademarco e Luca Felice.

Alla fine delle premiazioni c’è stata la presentazione ufficiale della nuova divisa sociale per la stagione 2019 al cospetto del nuovo sponsor MEDICAL CENTER (molto appassionanti e coinvolgenti sono state le parole della Presidente  Mirella Benedetto).

Tanti sono stati i discorsi per il futuro dell’associazione sportiva sempre in crescita grazie all’apporto di nuovi iscritti che scelgono la Podistica S. Salvo per fare sport e promozione territoriale.

Alla fine della conviviale scambio di auguri natalizi e  foto di gruppo dinanzi ad una particolarissima torta che rappresentava il connubio tra Podistica S. Salvo e territorio, ovvero una riproduzione della pista di atletica “Pietro Mennea”, utilizzata  quotidianamente dagli atleti della Podistica S. Salvo.

 

 

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LE 100 MARATONE DI ANGELO RAPINO

Sabato 8 dicembre a Villa Torre di Ortona, in occasione della 6 ore svoltasi all’interno del circuito internazionale di kart, vinta dall’emiliano Francesco Lupo e dalla lombarda Francesca Innocenti (con un ottimo terzo posto per Alessandra Liberati), i riflettori erano accesi tutti sul corridore di casa Angelo Rapino che disputava proprio sul circuito di casa la sua 100° maratona, testimoniato dal suo pettorale.

Angelo mi ha confidato, mentre giravamo sulla pista automobilistica, che è dal 1983 che ha la passione per il podismo e proprio in quell’anno ha corso sia la prima gara podistica che la sua prima maratona.

Di anni ne sono passati veramente molti ma la sua sana passione sportiva è sempre viva.

Non vi è podista abruzzese che non lo conosce. La sua simpatia è quasi contagiosa. Incontrarlo durante una gara significa essere immortalato (come è successo a me anni fa durante la Maratona del Piceno) dalla sua inseparabile macchina fotografica per poi essere protagonisti  sui social il giorno successivo.

Solitamente  si pensa che un podista in occasione di una gara è concentrato su se stesso per la sua prestazione e non viene distratto da alcunchè….questo principio non vale assolutamente per Angelo che è sempre in compagnia della sua macchina fotografica per immortalare partenza/arrivo e momenti salienti della gara che sta correndo, con buona pace per tutti gli atleti che stanno attorno a lui.

Ha vinto numerosi premi per la sua sportività e la sua simpatia, forse anche per quegli occhi cerulei ed un sorriso sempre stampati su un volto sereno.

Non conosco il suo personale in maratona o nella mezza, né i suoi particolari allenamenti (ma li farà le ripetute??) anche perché quello che più ha di  interessante è senza dubbio la sua simpatia.

Ad un certo punto della gara di sabato scorso è arrivato per celebrarlo anche lo Speaker (si ….con la S maiuscola) per antonomasia Roberto Paoletti che, lontano dal microfono, ha fatto quattro/cinque giri dell’autodromo facendo venire agli spettatori ed agli atleti presenti più di qualche interrogativo: si starà preparando per un imminente ritorno alle gare???

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CI VORREBBE … UN AMICO

Correre da solo ha il suo fascino ma alla lunga può stancare.

Correre in compagnia, soprattutto all’inizio dell’attività podistica, quando il running è una pratica ancora tutta da scoprire, può essere un’arma vincente soprattutto per quel che concerne la continuità nell’esercizio. Avere almeno un compagno con il quale condividere la fatica dell’allenamento significa essere più motivati, più determinati, in quanto c’è un maggior rispetto degli orari, della volontà di essere presenti all’allenamento e, soprattutto, una voglia di condivisione dello sforzo atletico. Inoltre, avere un preciso appuntamento con qualcuno per allenarsi insieme spinge l’atleta ad essere presente all’allenamento ed a non saltarlo nemmeno quando si è particolarmente stanco e demotivato.

All’inizio della mia attività, e per inizio intendo almeno i primi due anni, l’avere a fianco una persona come Giuseppe è stato (così come sostenuto nei primi capitoli di 10 ANNI DI CORSA) l’arma vincente per dare continuità e persistenza alle varie uscite. Così come progettare l’idea di affrontare la prima maratona è stata condivisa proprio con il mio compagno di allenamento dell’epoca, il quale ancora oggi mi ricorda la mia ritrosia nei confronti della regina delle gare podistiche.

Quando si corre da soli la fatica della corsa sembra un’avversaria troppo forte da battere; i chilometri sembrano che non passino mai; dopo un quarto d’ora di corsa già si è in preda alla noia.

Con l’ausilio di un amico tutto ciò può passare in secondo ordine, perché correre in compagnia allevia sensibilmente certe sensazioni negative: così chiacchierare mentre si corre diventa un modo efficace per ammazzare la noia ed i chilometri scorrono più veloci sotto le gambe.

La corsa in compagnia riesce a far andare più forte (specie se il compagno di corsa è più forte di te), più lontano, facendo meno fatica e, complice le chiacchiere ed un po’ di sana rivalità, correre insieme diventa decisamente più divertente e stimolante.

Non è un caso che da un sondaggio condotto da una rivista di settore si è visto che circa il 77% dei runners corre sempre, o spesso, in compagnia.

Con il passare degli anni sono stati tanti i miei compagni di corsa, in particolar modo i miei compagni di squadra della Podistica S. Salvo che a volte si incontrano anche casualmente sul lungomare o sulla pista di atletica.

Negli ultimi anni tanti allenamenti, ma soprattutto tante gare, le ho affrontate con Fabio (esaltante l’esperienza insieme nella 100 km del Passatore) che si è sempre dimostrato un compagno affidabile e ricco di motivazioni (da ultimo la voglia di voler correre tutte le major in giro per il mondo)!

Mentre fare un allenamento insieme ad un compagno di corsa è abbastanza solito, condividere insieme le fatiche di una gara è cosa più difficile ed insolita. Però sia con Giuseppe (in una maratona di Roma) che con Fabio (oltre al Passatore, anche la Eco-maratona dei Marsi e la Collemarathon insieme anche a Sergio) ho condiviso anche questa esperienza che sicuramente è stata particolarmente avvincente.

Un altro compagno di gara è sicuramente il mitico Domenico che durante le sue oltre 200 maratone ha corso almeno  con il 70% dei maratoneti  italiani, per tanta voglia che ha, in ogni gara, di condividere la strada con uno o più compagni di corsa, spesso facendo il pace maker  così quasi da istituzionalizzare la sua presenza in una certa gara.

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