CI VORREBBE … UN AMICO

Correre da solo ha il suo fascino ma alla lunga può stancare.

Correre in compagnia, soprattutto all’inizio dell’attività podistica, quando il running è una pratica ancora tutta da scoprire, può essere un’arma vincente soprattutto per quel che concerne la continuità nell’esercizio. Avere almeno un compagno con il quale condividere la fatica dell’allenamento significa essere più motivati, più determinati, in quanto c’è un maggior rispetto degli orari, della volontà di essere presenti all’allenamento e, soprattutto, una voglia di condivisione dello sforzo atletico. Inoltre, avere un preciso appuntamento con qualcuno per allenarsi insieme spinge l’atleta ad essere presente all’allenamento ed a non saltarlo nemmeno quando si è particolarmente stanco e demotivato.

All’inizio della mia attività, e per inizio intendo almeno i primi due anni, l’avere a fianco una persona come Giuseppe è stato (così come sostenuto nei primi capitoli di 10 ANNI DI CORSA) l’arma vincente per dare continuità e persistenza alle varie uscite. Così come progettare l’idea di affrontare la prima maratona è stata condivisa proprio con il mio compagno di allenamento dell’epoca, il quale ancora oggi mi ricorda la mia ritrosia nei confronti della regina delle gare podistiche.

Quando si corre da soli la fatica della corsa sembra un’avversaria troppo forte da battere; i chilometri sembrano che non passino mai; dopo un quarto d’ora di corsa già si è in preda alla noia.

Con l’ausilio di un amico tutto ciò può passare in secondo ordine, perché correre in compagnia allevia sensibilmente certe sensazioni negative: così chiacchierare mentre si corre diventa un modo efficace per ammazzare la noia ed i chilometri scorrono più veloci sotto le gambe.

La corsa in compagnia riesce a far andare più forte (specie se il compagno di corsa è più forte di te), più lontano, facendo meno fatica e, complice le chiacchiere ed un po’ di sana rivalità, correre insieme diventa decisamente più divertente e stimolante.

Non è un caso che da un sondaggio condotto da una rivista di settore si è visto che circa il 77% dei runners corre sempre, o spesso, in compagnia.

Con il passare degli anni sono stati tanti i miei compagni di corsa, in particolar modo i miei compagni di squadra della Podistica S. Salvo che a volte si incontrano anche casualmente sul lungomare o sulla pista di atletica.

Negli ultimi anni tanti allenamenti, ma soprattutto tante gare, le ho affrontate con Fabio (esaltante l’esperienza insieme nella 100 km del Passatore) che si è sempre dimostrato un compagno affidabile e ricco di motivazioni (da ultimo la voglia di voler correre tutte le major in giro per il mondo)!

Mentre fare un allenamento insieme ad un compagno di corsa è abbastanza solito, condividere insieme le fatiche di una gara è cosa più difficile ed insolita. Però sia con Giuseppe (in una maratona di Roma) che con Fabio (oltre al Passatore, anche la Eco-maratona dei Marsi e la Collemarathon insieme anche a Sergio) ho condiviso anche questa esperienza che sicuramente è stata particolarmente avvincente.

Un altro compagno di gara è sicuramente il mitico Domenico che durante le sue oltre 200 maratone ha corso almeno  con il 70% dei maratoneti  italiani, per tanta voglia che ha, in ogni gara, di condividere la strada con uno o più compagni di corsa, spesso facendo il pace maker  così quasi da istituzionalizzare la sua presenza in una certa gara.

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2 pensieri su “CI VORREBBE … UN AMICO

  1. Caro Pasqualino, condivido in pieno che correre in compagnia sicuramente è un grande valore aggiunto. Per quanto riguarda le Majors, lo so che al momento non rientra nei tuoi obiettivi… ma io sono fiducioso di coinvolgerti e mi auguro di condividere con te anche questa impresa!!!

    • Come pensavo la Tua caparbietà non conosce fine!
      Vediamo cosa ci riserverà il futuro e la cosa importante è quella di stare fisicamente bene per affrontare nuove avventure ….insieme saranno ancora più belle!

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