VORREI CORRERE MA “MI VIENE DA MORIRE”

Quasi sicuramente non morirai. Si è vero, purtroppo ci sono parecchie storie di uomini e donne che si accasciano a terra a causa di un attacco di cuore durante o dopo la corsa. Ma questi eventi sono rarissimi e spesso dovuti a problemi congeniti o comunque già presenti. Non è la corsa ad ucciderli, sarebbero morti anche stando a casa a guardare la tv sdraiati sul divano. Ci sono studi che dimostrano che chi corre ha circa il 50% in meno di possibilità di soffrire di attacchi di cuore. Il cuore è un muscolo, e come tutti i muscoli, se esercitati, sono più funzionali.

Ovviamente, è indispensabile, oltre che obbligatoria, fare la visita medica sportiva prima di iniziare a fare qualsiasi attività sportiva, ed in particolar modo la maratona. Questa visita va ripetuta annualmente e comprende un check-up del cuore anche sotto sforzo.

Ma la cosa più importante per “non morire” è capire quando si sta esagerando, soprattutto quando le condizioni ambientali non sono le solite alle quali siete abituati. Ad esempio, in primavera capita spesso di andare a correre una maratona (ma la cosa vale anche per una mezza o per una gara di 10 km) dopo aver fatto un periodo di preparazione con una temperatura bassa (al massimo 10/12°) e proprio il giorno della gara, soprattutto dalla terza ora di corsa in poi, si cominciano a percepire temperature superiori ai 22/25°. Non ci vuole uno scienziato per capire che se si comincia a soffrire e non si riesce a tenere il ritmo provato e collaudato in allenamento il motivo principale è il forte sbalzo di temperatura (soprattutto se è il primo caldo stagionale) che provoca una inevitabile disidratazione.

Bene, in casi come questi è buona norma “tirare i remi in barca” ovvero abbassare il ritmo di corsa senza sovraffaticarsi o, addirittura, se è il caso, percorrere qualche km anche camminando, in modo da recuperare le energie perse, oltre a cercare in tutti i modi di bere e rinfrescarsi.

Bisogna avere l’intelligenza di capire quando si può osare, ovvero allungare il passo e quando, al contrario, conviene andare tranquilli per evitare di farsi male e rischiare l’infortunio.

Purtroppo ho visto con i miei occhi persone che si sono ostinate a continuare a correre fino allo sfinimento fisico, per poi essere soccorsi dal personale medico, mettendo a repentaglio non solo la propria incolumità fisica, ma soprattutto vanificando la voglia di divertimento che deve sempre esserci nella corsa.

Anche perché non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo principale che ci spinge ad andare a correre: la voglia di stare bene, di stare meglio fisicamente (rispetto alla fase pre-corsa) e quindi divertirsi, ovvero avere anche un beneficio psicologico.Soprattutto agli inizi della carriera di podista è molto importante seguire queste semplici ed elementari regole che tendono a preservare possibili malesseri.

 

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *