GENNAIO: SI RIPRENDE LA PREPARAZIONE PER LE MARATONE PRIMAVERILI

Dopo le maratone autunnali/invernali e la pausa natalizia, si ricomincia ad allenarsi pensando alle maratone importanti che si disputeranno nei mesi primaverili di marzo/aprile. Infatti sono poche le maratone in programma in questo periodo è, quelle poche, sono nella parte calda dell’emisfero.
Ricordo di aver corso in gennaio la Maratona di Miami nel 2009, mentre qualche anno più tardi quella di Orlando, sempre in Florida. Infine, qualche anno fa, nel 2017, mentre l’Abruzzo era ricoperto da una spessa coltre di neve, io partivo (insieme alla mia famiglia) alla volta di Dubai per partecipare all’affascinante maratona negli Emirati Arabi.


La cosa che accomuna tutte e tre queste gare é la partenza al buio, ovvero prima dell’alba, circostanza questa molto suggestiva, in quanto il sorgere del sole coincide con un panorama indimenticabile, tipo quello di South Beach dove il sole fa capolino in mezzo alle palme di Miami Beach oppure, nella maratona di Orlando, quando con la luce del sole ci si poteva fermare a fare le foto con i personaggi Disney che erano posizionati al bordo della strada o all’interno del grandi parchi.


Correre nei paesi caldi quando ci si è allenati al freddo è sempre un problema perché, ad un certo punto della gara, (a Dubai mi è capitato in prossimità della mezza maratona) le gambe diventano pesanti e legnose che non ti permettono di rendere al meglio come la settimana prima in allenamento sul lungomare di San Salvo Marina.
Tant’è che lo striscione di arrivo diventa veramente un miraggio….soprattutto se la temperatura raggiunge più o meno una trentina di gradi.

Altra caratteristica delle maratone corse nei posti caldi a gennaio è sicuramente quella di essere uno dei pochi italiani al nastro di partenza; ad Orlando eravamo solamente in due, mentre a Miami fu particolarmente emozionante incontrare a bordo strada un anziano emigrante che non la smetteva di gridare “Italia”, “Italia”, “Italia” nel mentre passavo dinanzi a lui indossando una canotta tricolore.

 

Anche in Italia, nel primo mese dell’anno, qualche maratona/sei ore si corre ma decisamente non sono gare molto titolate; da segnalare la maratona di Ragusa che si correrà nella cittadina siciliana proprio domenica prossima, giunta alla 13° edizione.

“BABBI NATALE IN FUGA”: UN SUCCESSO ….GLACIALE…!

La terza edizione della gara podistica non competitiva, svoltasi a Petacciato domenica 29 dicembre, valevole come ultima prova del Circuito Podistico CORRILABRUZZO, nonostante il grande freddo che ha condizionato la manifestazione, è stato un successo. Infatti, sono giunti nel borgo molisano poco meno di 250 atleti tra corridori e camminatori, che hanno colorato con i caratteristici vestiti da Babbo Natale, le vie del centro cittadino, nei tre giri del circuito.


La gara è stata vinta dal molisano Umberto Di Credico (A.S.D. Mistercamp), che ha preceduto il pugliese Felice dell’Aquila (A.S.D. Daunia Running) mentre sul gradino piú basso del podio é salito l’abruzzese Domenico Pracilio (Podistica S. Salvo).

In campo femminile la vittoria non è sfuggita alla super favorita Francesca De Santis (Atl. Casone Noceto) che ha preceduto Rosalba Monachese (Podistica S. Salvo) e Candida Pascale (Runners Termoli), tutti premiati dal Sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo.


Alla gara erano presenti, a vario titolo, tanti ospiti invitati dalla Runners Petacciato, quali l’ultra maratoneta pugliese Domenico Martino (che ha corso la gara in camicia e papillon), Pinuccio Caruso, che è stato lo starter della manifestazione, Annalisa Cristoforetti, che ha accompagnato i suoi allievi del nordic walking (l’unica a non soffrire il freddo), il Dott. Lucio Del Forno, già pronto per il bagno a mare dell’imminente Capodanno, Mario Bomba con le sue riprese delle fasi salienti della giornata ed il Mago Tony, che dall’alto dei suoi trampoli ha fatto divertire grandi e piccini.


Un plauso va a tutta la società organizzatrice Runners Petacciato che con Gabriele, Said e tutti gli altri iscritti hanno messo in piedi una organizzazione veramente impeccabile con un ricchissimo ristoro finale che ha trattenuto gli atleti fin oltre le premiazioni.
A tal proposito, la squadra con il più alto numero di arrivati è stata la Podistica S. Salvo che ha preceduto, nella classifica per gruppi extra regionale, I Lupi d’Abruzzo e l’Atletica Rapino; mentre nella classifica per squadre regionali l’Athletic Termoli ha preceduto la Podistica Montenero e l’ASD Larino Run.


Alla fine della mattinata brindisi  finale (anche per la conclusione dell’ultima tappa del CORRILABRUZZO, con riconoscimento per il duo D’Andeo e Bascelli trionfatori del circuito 2019) e scambio di auguri per il nuovo anno.

IL BUON NATALE DELLA PODISTICA SAN SALVO

Si è svolta domenica scorsa la festa della Podistica S. Salvo per salutare tutti gli atleti della compagine biancoazzurra e per premiare quelli che si sono particolarmente distinti. Ovviamente è stata anche l’occasione per i brindisi di auguri per il Natale e per il nuovo anno 2020 ormai alle porte e celebrare il quarto posto conquistato nel circuito regionale di podismo denominato “Corrilabruzzo“.

 

Accompagnata dalle note della “Piccola underground orchestra” il direttivo della Podistica S. Salvo, capitanata dal Presidente Michele Colamarino, ha premiato, coadiuvato dai rappresentanti delle istituzioni locali presenti all’evento, il Sindaco Tiziana Magnacca e l’assessore allo sport Tonino Marcello, la miglior atleta dell’anno Rosalba Monachese ed il miglior atleta del 2019 Vincenzo Del Villano.

Non è mancata l’occasione di presentare i nuovi iscritti alla società, tra i quali spicca il maratoneta Domenico Pracilio, nonchè gli sponsor che hanno contribuito in maniera fattiva alla realizzazione degli eventi nel corso dell’anno, ovvero Metamer, Medical Center e Cimid.

Infine sono stati premiati i migliori della classifica sociale che in campo femminile sono risultati: Annalisa Fitti, Nubia Stella e Mafalda Lucci; mentre nel settore maschile ha vinto Francesco Di Giacomo, dinanzi ad Antonio Rossano e Nicola Di Risio.

Non è mancato il tradizionale taglio della torta ed i numerosi balli di gruppo con trenino finale che hanno allietato la giornata di festa.

All’indomani, molti atleti si sono dati appuntamento presso la pista di atletica “Pietro Mennea” dove si è svolto l’ultimo allenamento collettivo con brindisi finale prima di ricominciare la serie interminabile di gare che inizierà il prossimo 29 dicembre nella vicina Petacciato con la gara denominata, sempre per rimanere in tema natalizio, “Babbi Natale in fuga“.

 

I 50 ANNI DI FIONA MAY: CONNUBIO TRA ELEGANZA E ATLETICA

Oggi compie cinquanta anni la campionessa mondiale di salto in lungo e primatista italiana della specialità Fiona May, amica della Podistica San Salvo che è stata testimonial nel maggio del 2013, in occasione della manifestazione “Ragazzi in corsa”, nella quale hanno partecipato centinaia di studenti delle scuole medie della Vallata del Trigno. La competizione, organizzata dalla Podistica San Salvo con la Banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno, si è tenuta alla pista di atletica di via Ripalta (oggi stadio dell’atletica Pietro Mennea).

Il giorno prima, nell’auditorium della BCC, l’atleta aveva incontrato le società sportive cittadine per parlare sempre di sport in un convegno denominato “Passione, impegno e speranza nello sport come nella vita”, insieme ad altre donne impegnate nello sport, il Presidente Regionale Fidal Concetta Balsorio, e nel sociale, il Sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca.

Ai più giovani ha rivolto parole di incoraggiamento e di stimolo quali «Lo sport vuol dire sacrificio. Non è necessario diventare campioni, questo non deve essere l’unico obiettivo. Si può gareggiare per divertirsi, per stare con gli altri, per sfidare se stessi», ha detto la May. «Il contatto con i ragazzi, soprattutto con quelli che praticano sport a livelli non dilettantistici, è fondamentale, come pure avere dei modelli da prendere ad esempio. Io ne ho sempre avuti e non solo della mia specialità e mi hanno aiutata nei momenti difficili come in quelli belli perché ho pensato ai risultati che hanno raggiunto», ha aggiunto la campionessa. «Ora sono mamma, ma ho dedicato una vita intera allo sport ed è stata una vita di sacrifici, ho pianto di gioia salendo sul podio come pure di rabbia quando per un soffio la tanto attesa vittoria non è arrivata. Tutto ciò fa parte del gioco e a questo, chi fa sport, deve abituarsi», ha concluso Fiona May.

L’atleta nativa inglese, ma italiana per matrimonio, è salita di recente agli onori delle cronache sportive perché sua figlia Clarissa, poco più che sedicenne, ha battuto il record di salto in lungo Under 20 l’estate scorsa in Svezia eguagliando, in qualche modo, i fasti di sua madre.

Un bel colpo per l’elegantissima Fiona che è riuscita a tramandare a sua figlia (famosa per lo spot pubblicitario di una nota marca di cioccolatini) l’amore per lo sport, ma anche per il rigore e la fatica!

 

RESILIENZA E AUTOEFFICACIA NEI MARATONETI ED ULTRAMARATONETI: LA PAROLA AL DOTT. MATTEO SIMONE.

Il Dott. Matteo Simone è uno di noi, nel senso che svolge il suo lavoro di psicoterapeuta stando in mezzo a noi maratoneti ed ultramaratoneti. Ho avuto il piacere di conoscerlo nel Dicembre 2015 nel bel mezzo della mia prima ultramaratona a Lucera e da allora le nostre strade si sono incrociate almeno una decina di volte (ricordo con piacere un incontro durante la Maratona di Ravenna a suon di urla per poterci salutare!) e, domenica scorsa, in occasione della Maratona di Latina, sono riuscito finalmente a prendere il suo ultimo “lavoro” editoriale:  MARATONETI E ULTRAMARATONETI:  ASPETTI PSICOLOGICI DI UNA SFIDA.

Di seguito una sua presentazione dell’ultima sua fatica editoriale (Edizioni Psiconline)  nella speranza di poterlo incontrare di nuovo durante una delle tante maratone che correremo insieme.

 

Scopriamo quali sono gli aspetti psicologici che determinano la resilienza e l’autoefficacia nei maratoneti e negli ultrarunner.

La Resilienza e l’Autoefficacia, soprattutto per quanta riguarda maratoneti e ultrarunner, sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. Il termine Resilienza deriva dalla metallurgia; indica la proprietà di un materiale di resistere a stress, ossia a sollecitazioni e urti, riprendendo la sua forma o posizione iniziale, così come le persone resilienti possono affrontare efficacemente momenti o periodi di stress o disagio.

Così come avviene negli sport di endurance, resistere e andare avanti, lottare con il tempo cronologico e atmosferico, con se stessi, con i conflitti interni; a volte sei combattuto e indeciso, tentato a fermarti, a rinunciare. Gli atleti, a maggior ragione i maratoneti e gli ultrarunner sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, scoprono di possedere capacità insospettate: l’ultracorsa diventa una palestra di vita.

Si impara a valutare che per ogni problema c’è almeno una soluzione; tale soluzione ti porterà al traguardo finale, ti permetterà di superare gli imprevisti e tollerare le sofferenze. La pratica dell’ultramaratona permette di conoscere e scoprire delle risorse interne, che in situazioni ordinarie sono insospettabili. L’adattamento graduale a situazioni di estremo stress psicofisico permettono di esprimere delle caratteristiche che hanno a che fare con la tenacia, la determinazione, la resilienza, che accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il duro percorso.

Ci sono diverse interviste dai principianti agli atleti nazionale e mondiali per rimarcare attraverso loro esperienze aspetti che determinano il benessere e che contribuiscono a raggiungere la performance. Tra gli aspetti della psicologia dello sport si tratta di lavorare su se stessi a partire dal respiro e sensazioni corporee, consapevolezze, aspettative, motivazioni, caratteristiche da sviluppare e potenziare. Determinanti sono le credenze, le visualizzazioni, i pensieri positivi, l’ottimismo.

Ho iniziato a proporre questionari e domande da circa 4 anni cercando di tirare fuori dall’atleta sensazioni, emozioni, aspettative, storie e aneddoti che servono prima di tutto allo stesso atleta per elaborare, fare il punto della situazione e servono ad altri come insegnamenti attraverso esperienze dirette integrato con aspetti e teorie di psicologia dello sport.

Nello sport di Endurance bisogna conoscersi bene attraverso esperienze dirette ed esperienze di altri. Sì tratta di conoscere bene il proprio fisico e la propria mente, capire se abbiamo sabotatori interni da gestire che vorrebbero che noi mollassimo. La chiave è avere ancoraggi di riuscita, di esperienze precedenti proprie o di altri, saper attendere, giocare di anticipo per non esaurire tutte le energie.

Lo sportivo affermato crede prima di tutto nel suo sport e poi nelle vittorie ma non a tutti i costi, se c’è passione e motivazione intrinseca che fa praticare sport anche per il solo piacere non c’è la pressione della vittoria. Anche familiari, amici e fan riconoscono che non si può essere sempre vincenti e continuano a essere accanto all’atleta.

L’infortunio fa parte della vita di maratoneti e ultrarunner ed a volte li destabilizza come se fosse un terremoto o un grave lutto che improvvisamente entra nel corso della preparazione o di una gara. L’atleta è consapevole che dovrà attraversare diverse fasi dall’accettazione allo studio del caso, sa che dovrà avvalersi di consigli e cure di esperti e professionisti da una parte per non aggravare la situazione, dall’altra per cercare di recuperare al più presto gestendo il tempo di attesa rimodulando gli obiettivi e distraendosi con piani B e C. Per esempio praticando possibilmente sport complementari, riprendendo settori della sua vita che ha trascurato, facendo lavori mentali di consapevolezza, fiducia, resilienza, visualizzazioni di esperienze precedenti superate.

Più aumentano le variabili per l’incremento della prestazione e più conta lo psicologo dello sport, più è sfidante lo sport più utile può essere l’intervento dello psicologo dello sport. Perché lo psicologo dello sport non dirà mai non lo puoi fare come dicono alcuni allenatori ma insieme si individuano le caratteristiche e le capacità occorrenti e da sviluppare per poterlo fare, quindi dirà se veramente lo vuoi fare ci lavoriamo insieme per capire come farlo. Quindi il lavoro è sulla consapevolezza su quello che si vuole e può fare, sull’incremento di fiducia basata su esperienze di riuscita e capacità dimostrate di possedere.

Matteo SIMONE

Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta

 

 

A VASTO SARA SIMEONI PER PARLARE DI IMPIANTISTICA DI ATLETICA E TERRITORIO

E’stata una bella manifestazione quella dedicata all’impiantistica di atletica e il territorio svoltasi nell’aula magna dell’Istituto Palizzi di Vasto, alla presenza della campionessa olimpica Sara Simeoni.

Hanno discusso dell’importanza di un impianto di atletica leggera regolarmente omologato nel territorio di Vasto gli atleti abruzzesi Miriam di Iorio e Giovanni De Benedictis (medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Barcellona ’92), preceduti dal Presidente della Pro-Loco Mercurio Saraceni, organizzatore insieme ad Ottavio Di Tullio (responsabile provinciale del C.O.N.I.) e dalla dirigente scolastica Nicoletta Del Re; mentre hanno concluso la discussione sull’appassionante ed impegnativo argomento il Presidente Regionale del C.O.N.I. Enzo Imbastaro e l’Assessore Regionale allo sport Guido Liris, il tutto coordinato e moderato dalla competente giornalista sportiva Tiziana Smargiassi.
Tutti i relatori sono stati concordi nell’affermare che una struttura sportiva quale un impianto di atletica leggera favorirebbe in maniera esponenziale la pratica sportiva sia dei ragazzi che si avvicinano proprio nella scuola ad alcune discipline dell’atletica leggera, che alle persone più avanti con l’età che grazie alla pratica sportiva riescono ad avere uno stile di vita più sano e virtuoso.
L’atleta vastese Miriam Di Iorio ha ricordato i suoi spostamenti per allenarsi a Pescara, mentre molto esplicitamente Giovanni De Benedictis ha ammesso che se fosse vissuto a Vasto non avrebbe potuto costruire la carriera di marciatore che invece è riuscito a fare a Pescara grazie alla struttura esistente.
Commovente l’intervento della olimpionica di Mosca ’80 Sara Simeoni che ha illustrato (dopo che la sala ha avuto la possibilità di vedere tutti i suoi salti vincenti) tutte le difficoltà di una ragazza che viveva in un paesino di 2.000 abitanti fino all’arrivo nell’olimpo degli atleti più importanti, passando per esperienze quali olimpiadi, campionati mondiali ed europei.
Il presidente Imbastaro è sceso sul concreto valutando la spesa per un impianto omologato (completamente assente nel territorio da Lanciano a Foggia) in € 250.000,00 che potrebbe essere non solo un investimento “sportivo” per le future generazioni ma anche un’attrazione turistica, atteso che molte manifestazioni concentrate in tali tipi di impianto porterebbero sul territorio una quantità enorme di persone anche nei periodi “fuori stagione” che sarebbe, per una realtà a vocazione turistica come Vasto, sicuramente un fiore all’occhiello.


Presente all’incontro anche una delegazione della Podistica San Salvo, guidata dal presidente Michele Colamarino, che ha avuto modo di ricordare insieme alla campionessa Sara Simeoni il week end trascorso nel maggio 2010 proprio a San Salvo in occasione della duplice manifestazione “Ragazzi in corsa” dedicata ai ragazzi delle scuole medie del territorio della Valle del Trigno e dell’incontro organizzato nella sala convegni della Banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno e dalla Podistica San Salvo, sul tema della salute e attività fisica.

DOMENICA PROSSIMA SI CORRE LA MARATONA DI VENEZIA

E’ forse la più suggestiva maratona che si corre nel territorio nazionale ed è anche la più enigmatica in quanto tutta la preparazione estiva/autunnale del maratoneta  potrà infrangersi con le pessime condizioni atmosferiche. Così come è successo nell’ultima edizione nella quale i maratoneti nel finale di gara si sono imbattuti con l’acqua alta (fino a ricoprire interamente le caviglie) così da compromettere le prestazioni cronometriche.

Personalmente ho avuto il piacere di correrla nel 2006, in occasione di una trasferta organizzata dalla Podistica S. Salvo: era la mia quarta maratona ed avevo l’obiettivo di cercare di stare sotto le quattro ore…obiettivo mancato per tre minuti…forse sono stati fatali i circa tredici/quattordici ponticelli artificiali messi negli ultimi chilometri della gara sui tipici canali di Venezia,  per evitare le scalinate, che hanno amplificato la stanchezza nel finale di gara.

La partenza era posta dinanzi Villa Pisani a Stra. Nonostante la tensione pre gara era impossibile non notare la maestosità di quella che è definita la “regina delle ville venete”.

Il percorso si snodava lungo il fiume Brenta e, nel percorrere l’omonima riviera, si attraversava Dolo e Mira, fino ad arrivare a Porto Marghera prima e Mestre successivamente; di particolare evidenza era il Parco S. Giuliano (dove c’era stato l’expo) attraversata in lungo ed in largo prima di imboccare il fatidico Ponte della Libertà, che è stata la parte più difficile della gara. Dopodichè si arrivava nella periferia di Venezia, si costeggiava il Canale della Giudecca fino ad arrivare sul Canal Grande che si superava grazie ad una passerella montata proprio per l’occasione formando un suggestivo ponte galleggiate che portava dritto dritto nei pressi di Piazza S. Marco dove si facevano sentire i vari ponticelli artificiali posti per evitare le scale. Nel finale, solo con un po’ di acqua da bagnare le suola delle scarpette da running, si raggiungeva la linea d’arrivo a Riva dei Sette Martiri.

E’stata la prima maratona corsa in compagnia di mia moglie, che mi ha regalato una sequenza di scatti fotografici che non avevo mai avuto in precedenza.

Inoltre, è stata una maratona italiana con un abruzzese sul podio; infatti Alberico Di Cecco arrivava secondo a soli tre secondi dal keniano Kosgei, e quel risultato veniva molto apprezzato da tutta la Podistica S. Salvo presente alla manifestazione.

L’appuntamento per l’edizione 2019 è per domenica prossima con il rammarico che non solo non ci sarà un abruzzese sul podio, ma con molta probabilità nemmeno un italiano avrà l’occasione di salire su uno dei tre prestigiosi scalini, visto il divario incontenibile con gli atleti africani.

 

AUGURI AL “SIGNORE DEGLI ANELLI”

Oggi ha compiuto i fatidici 50 anni Yuri Chechi, campione olimpico della ginnastica (Atlanta 1996) ed atleta di grande spessore nel panorama nazionale.

La Podistica S. Salvo ha avuto il piacere di averlo come ospite, nel maggio 2017,  in occasione della manifestazione “RAGAZZI IN CORSA” svoltasi nella pista di atletica “Pietro Mennea” di S. Salvo e tutta la cittadinanza ha avuto il piacere di ascoltarlo la sera prima in occasione del convegno denominato “LO SPORT COME STRUMENTO EDUCATIVO” svoltosi presso i locali della Banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno.

Passione, impegno e divertimento sono state le parole che ha rivolto ai ragazzi, ai quali ha spiegato di non pensare assolutamente a diventare campioni ma vivere l’esperienza sportiva alla giornata quale strumento educativo soprattutto per le giovani generazioni, che educa e fa comprendere i valori fondamentali del rispetto, del lavoro di gruppo e del sacrificio; poi “se ci credi davvero tutti i sogni sono realizzabili”.

E’ stato abbastanza critico con la scuola italiana che, secondo il suo prestigioso parere, “non fa abbastanza, rispetto alle scuole degli altri paesi, per promuovere la cultura sportiva in mezzo ai ragazzi nell’età della scolarizzazione, dove l’educazione fisica rimane sempre una materia secondaria rispetto a tutte le altre quando invece le istituzioni scolastiche dovrebbero riformare questa concezione affinchè acquisisca quell’importanza necessaria tale da consentirle di educare con più efficacia ai valori verso il prossimo ed al rispetto delle regole, tutti valori che consentono di formare i giovani in grado di far crescere una società migliore”.

Ancora ha ribadito  “l’importanza dello sport in quanto capace di insegnare a lottare nei momenti difficili della vita poichè non bisogna soltanto allenare i giovani per individuare i campioni del futuro ma affinchè lo sport diventi il sostegno mentale e fisico di ogni individuo, cercando di sconfiggere uno stile di vita sedentario”.

E poi ha concluso con il descrivere l’emozione nel sentire l’inno di Mameli dopo la conquista dell’oro di Atlanta, e la delusione dopo l’infortunio del 2000, che però grazie alla sua abnegazione e testardaggine non gli impedì di cogliere la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2014.

Per tutti i ragazzi che hanno avuto la fortuna di stringergli la mano e per noi della Podistica S. Salvo che lo abbiamo “coccolato” con una cena a base di specialità sansalvesi è stato un’occasione bellissima vissuta con grande emozione ed entusiasmo.

 

CON L’ARRIVO DI OTTOBRE SI RICOMINCIA A PARLARE DI MARATONA

Dopo la parentesi estiva con la maggior parte delle gare svolte sulla breve distanza, con l’arrivo dell’autunno si ricomincia a pensare di gareggiare nella gara regina, ovvero la maratona.

La maggior parte dei maratoneti programmano una maratona nel mese di ottobre, la cosiddetta maratona autunnale per poi concentrarsi su quella invernale verosimilmente nel periodo fine novembre/dicembre.

Ovviamente l’aria fresca ottobrina dovrebbe favorire gli atleti che si cimentano nella preparazione della regina delle corse su strada, anche se, proprio come quest’anno, la bassa temperatura proprio non vuole arrivare.

Quando si parla di maratone nel mese di ottobre il ricordo va immediatamente alla Maratona d’Italia che si svolgeva da Maranello a Carpi….si …purtroppo si svolgeva in quanto da alcuni anni gli organizzatori hanno avuto delle difficoltà e la gara è stata cancellata dal calendario nazionale delle maratone.

Ho avuto il piacere di correrla nell’anno della ricorrenza del centenario della vittoria olimpica di Dorando Pietri (poi revocata per squalifica) in occasione delle Olimpiadi di Londra del 1908; ricordo che durante la gara ho incontrato parecchi maratoneti che correvano con il look di Dorando, ovvero pantaloni al ginocchio, canottiera bianca e fazzoletto con quattro nodi alle punte in testa.

Nell’occasione era stata inaugurata una statua a grandezza naturale di Dorando in una Piazza di Carpi e la maratona onorava questo illustre cittadino passandoci nei pressi.

Era bellissima la location della partenza dinanzi la fabbrica della Ferrari a Maranello, con tutte le foto delle rosse in bella mostra ed ovviamente io ed i miei amici Piero, Tommy e Luigi non ci siamo fatti pregare per immortalarci insieme a quei bolidi.

Durante la gara ricordo che nell’attraversare Modena passavamo all’interno della Caserma dell’Accademia Militare e nel cortile della scuola abbiamo trovato moltissimi Cadetti che al nostro passaggio ci facevano il saluto militare.

Infine, l’arrivo nella splendida ed assolata Piazza dei Martiri nel centro storico di Carpi con tantissima gente a fare il tifo per acclamare non solo i tre keniani che salivano sul podio, ma anche noi maratoneti normali che avevamo impiegato un tempo non proprio da record.

 

LA ULTRAMARATONA DELLE FIABE DI RAPONE: UNA FESTA TRA AMICI

Il mese di settembre si è aperto con la ormai tradizionale ultramaratona delle fiabe, giunta alla terza edizione, svoltasi nel meraviglioso borgo lucano di Rapone (PZ).

E’ stato il “festival” dell’amicizia tra maratoneti ed ultramaratoneti che durante i 46,800 km del percorso cittadino, sotto il sole e la pioggia, non hanno fatto altro che correre tutti con il sorriso sul volto senza lamentarsi né delle condizioni atmosferiche né delle difficoltà dell’aspro percorso.

E così è stata una sfilata di vari ultramaratoneti coordinati da Antonio Leopardi Barra e Massimo Faleo, organizzatori impeccabili, sotto l’attento occhio vigile dell’Amministrazione Comunale di Rapone (con il sindaco Felicetta Lorenzo ed il vice-sindaco Anna Pinto in prima linea)  che ha preparato una serie di ristori per deliziare il palato degli atleti prima e dopo la manifestazione.

La partenza è stata preceduta dalla “preghiera del maratoneta” scritta e recitata da Don Pino Fazio, apparso in buona forma, confermato successivamente da un’ottima condotta di gara.

Durante la gara c’è stata l’”esibizione” della gran parte degli ultramaratoneti del centro-sud Italia a partire da quel fenomeno di Michele D’Errico, il siciliano doc che non ha voluto svelare il segreto delle sue prestazioni; il pugliese, prossimo alla Spartathlon 2019, Nicolangelo D’Avanzo (quarto assoluto all’arrivo); l’abruzzese Nicolino “Zuzù” Catalano per molti giri in testa alla gara; il Dott. Matteo Simone, il quale appena giunto all’arrivo, senza neanche riprendere fiato, ha dato una lezione di resilienza a tutti i presenti; Giambattista Genco, che non solo ha collaborato alla buon riuscita della manifestazione ma ha ottenuto un ottimo secondo posto di categoria; il barbiere del Matese Roberto Boiano, con il suo impeccabile stile di corsa; l’inossidabile Michele Debenedictis; la combriccola molisana (Aceto, Di Gregorio, Mignogna e Ponzio); il “polemico” Gorgoglione Andrea; il coloratissimo ed instancabile Domenico Martino; un pensieroso Pasquale Giuliani, impegnato per la prossima 100 km. del Gargano; il simpaticissimo Michele Calabrese, accompagnato da tutta la sua family; il sempre sorridente Francesco Capecci; il duo Gemma-Gemma, con un immenso Lorenzo con i suo occhi della tigre romagnola; un mai domo Guerino Pasquale, scioltosi solo nel finale di gara; l’immenso “monumento salentino” Vito Carignani e per finire le roi delle maratone ed ultra in Italia: il grandissimo Piero Ancora con le sue quasi 1.300 maratone/ultra, 16° nel ranking mondiale.

In campo femminile la parte della leonessa lo ha fatto sicuramente la simpaticissima Mariella Di Leo con il pettorale n° 109 scelto non a caso; l’indomita Cristina Petruzzelli; il duo lombardo Borgonovo-Bonizzoni, che ci ha regalato….non proprio a sorpresa, una diretta Facebook; la pescarese Paola D’Anteo; le mitiche sorelle Liberati, che hanno lasciato un’impronta indelebile sulla gara; l’inossidabile Sofia Fattore che ha cercato inutilmente di prendere la sua piccola e velocissima Roberta Varricchione (2° assoluta all’arrivo); la norvegese Mona Fristad, che ha dato quel tocco di internazionalità alla manifestazione; la sempre sorridente Mimma Caramia e la fortissima  Dora Trisolino, giunta sul podio.

E così anche il lupo comunal, testimonial di questa edizione (salutato da un simpatico balletto organizzato dalle ragazze di Rapone prima della gara) si è spaventato da tutti questi nomi e da tanti altri ancora che hanno onorato al meglio la gara, che, per la cronaca, è stata vinta da Emma Delfine ed Emanuele Coroneo.