20/20 CALA IL SIPARIO SULLE ULTRA E MARATONE VIRTUALI….E’ STATA UN’ESPERIENZA MAGICA…QUASI FIABESCA

Con la Venti di speranza…venti di dono si conclude l’esperienza di corsa virtuale che ha unito un po’ tutto lo stivale grazie alla collaborazione di centinaia di maratoneti che non solo hanno corso come hanno potuto, specie all’inizio di questa avventura (sui balconi e terrazzi, tapis roulant, avanti ed indietro sotto casa…ecc.) nel rispetto dei vari Decreti, ma gli stessi si sono largamente distinti per la solidarietà messa in campo con la raccolta fondi che ha superato la cifra di € 30.000,00.

Un grosso grazie va rivolto a colui che ha ideato e coordinato l’iniziativa, ovvero il mitico Presidente del Club Supermaratoneti Paolo Gino, che è sempre stato un po’ la voce narrante, il filo conduttore di questa iniziativa, che grazie all’apporto dei social, è entrato nelle case di tutti noi maratoneti-scrittori.

Quando è stata ideata questa iniziativa c’era la speranza che la fine del calendario delle maratone virtuali coincidesse con la ripresa reale delle competizioni, ma purtroppo, tranne qualche raro caso, così non è stato, tant’è che per la ripresa vera delle gare bisogna spettare l’autunno, sempre COVID permettendo.

Non potevo chiudere questa serie di racconti senza non ricordare una gara, una ultramaratona per la precisione, dove ho lasciato un pezzo di cuore nelle tre edizioni svolte; parlo della Ultramaratona delle Fiabe di Rapone (che proprio qualche settimana fa è stata ufficializzata la cancellazione dell’edizione 2020).

Sono state tre edizioni caratterizzate dalla competenza e professionalità degli organizzatori (Antonio Leopardi Barra e Massimo Faleo in testa) coadiuvati dall’Amministrazione Comunale che subito ha intuito l’iniziativa quale veicolo per promuovere il territorio, e soprattutto dalla presenza della maggior parte dei supermaratoneti (almeno quelli del Centro-Sud), che hanno onorato al meglio la competizione, nonostante un percorso molto impegnativo ed una temperatura praticamente estiva.

Nelle tre edizioni ho avuto il piacere di conoscere ed intervistare grandi campioni (A. Di Cecco, S. Velatta, ecc.) ma soprattutto ho avuto modo di apprezzare il grande sacrificio e la grande umiltà dei tanti maratoneti-amatori che, come ogni domenica, si impegnano con modestia e sacrificio al fine di concludere la gara.

E così vedere gareggiare il salentino Carignani, il mitico Martino (che nell’ultima edizione sfoggiava un coloratissimo completo accompagnato da un ombrello) il recordman Ancora, il grande Gemma, Don Pino Fazio (che ha declamato alla partenza la preghiera del maratoneta), l’instancabile Capecci, i coniugi Rizzitelli (quasi 2.000 maratone in due), i pugliesi D’Avanzo e Giuliani, il siciliano D’Errico,  il molisano Iademarco e l’abruzzese Catalano è stato veramente un’emozione grandissima accompagnato anche dalla forte presenza femminile sempre presente in questa gara quali Mariella Di Leo, Cristina Petruzzelli, Paola D’Anteo, le mitiche sorelle Liberati,  Sofia Fattore, Roberta Varricchione, Mimma Caramia e le top Dora Trisolino e Emma Delfine.

La speranza è che dopo questa strana estate senza gare possiamo al più presto rivivere le magie e le atmosfere fiabesche, che ho toccato con mano proprio a Rapone, tornando a correre ed a divertirci come abbiamo sempre fatto, con la consapevolezza di aver finalmente sconfitto questo fastidioso virus.

 

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19/20 LAGO DORATO FOREVER…RICORDANDO BRESCIA E BERGAMO

La famosissima 10 in 10 sul lago d’Orta per me è stato, negli ultimi anni, un racconto lunghissimo corredato dal medagliere con incastonato le 10 medaglie del mitico Domenico Martino. Infatti, puntualmente intorno alla metà del mese di agosto, nel farmi gli auguri di buon Ferragosto Domenico mi raccontava le bellezze e le fatiche del lago d’Orta e mi mostrava con orgoglio le medaglie conquistate.

Nella speranza che un giorno possa partecipare almeno ad alcune di queste mitiche gare organizzate dal patron Paolo Gino, oggi mi soffermo a parlare di due città particolarmente martoriate dall’epidemia del Covid 19, ovvero Brescia e Bergamo.

A Brescia ho partecipato nel 2018 alla maratona (testimoniato, come al solito, da maglietta e medaglia) con arrivo nello stupendo centro storico, precisamente in Piazza della Loggia, dinanzi al Palazzo della Loggia, che il giorno prima della gara ho avuto il piacere di visitare in compagnia di mia moglie. Altri siti importanti visitati sono stati il suggestivo Castello, i particolarissimi due Duomi (il vecchio ed il nuovo) ed il parco Archeologico (un angolo della città in cui sembra di stare a Roma).

La maratona, svolta dal primo all’ultimo metro sotto una forte pioggia battente, non è stata delle più belle alle quali ho preso parte, vuoi per le pessime condizioni atmosferiche che per un percorso alquanto strano, ma comunque portata a termine dignitosamente.

Il rapporto con Bergamo è un po’ particolare; infatti più che la città alta o bassa, meta di molte trasferte è stato Orio al Serio, ovvero il sito dove è situato l’aeroporto.

In molte maratone svolte nel nord del nostro paese, la tratta Pescara-Orio al Serio era quasi obbligatoria e questa città che vedevo nei pressi dell’aeroporto mi incuriosiva tanto, tant’è che in una occasione, dopo la maratona di Verona, prima di andare a prendere l’aereo per il ritorno in Abruzzo, su idea di mia moglie, abbiamo approfittato a fare visita alla città di Bergamo, apparsa ai nostri occhi  semplicemente stupenda.

La sua Piazza Vecchia, tanto cara all’Architetto Le Corbusier, il palazzo della Ragione (che detiene il record del palazzo comunale più antico d’Italia), la torre Civica, meglio conosciuta come il Capannone (simbolo della città), la Cappella Colleoni e la Basilica di Santa Maria Maggiore ci hanno accolto con tutta la loro maestà e imponenza da lasciarci senza fiato.

Infine, e questo lo devo sicuramente a mia moglie, abbiamo sempre degustato delle squisite polente, ogni volta condite in maniera diversa ma sempre da farci leccare i baffi!

Queste due città italiane e le rispettive province, (insieme ad una parte del Veneto) forse sono stati i luoghi che più hanno pagato a caro prezzo le conseguenze del Covid 19 e quindi non si poteva non citarli in questo contesto dove si cerca di evidenziare tutte le bellezze italiane legate alle maratone ed alle ultra.

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18/20 GRAN SASSO C’E’….L’ABRUZZO CHE CORRE…

La diciottesima maratona/ultra fa finalmente tappa nel mio Abruzzo con la 50 Km del Gran Sasso virtuale.

Di questa gara conosco poco…..ma sicuramente non mi sfugge l’organizzatore, ovvero il mitico Presidentissimo della Manoppello Sogeda Franco Schiazza. Ho un bel ricordo di questo fantastico organizzatore nonché maratoneta: la sua 100° maratona corsa lo scorso ottobre in occasione della Maratona di Pescara.

Era una persona felice per la sua impresa contornato da un folto gruppo di amici e parenti che lo hanno veramente coccolato, insieme ai suoi compagni di squadra, in tutti i 42.195 metri sul lungomare di Pescara. E quando finalmente la voce dello speaker storico abruzzese Roberto Paoletti ha annunciato il suo arrivo in Piazza Salotto sono cominciati i festeggiamenti finali per la storica impresa sportiva del presidentissimo.

Quel giorno, pieno di sole, ho visto nei suoi occhi l’emozione e la felicità di un ragazzino che stava per compiere un’impresa che aspettava da tempo. E così tra brindisi, canti, cori e pacche sulle spalle il mitico Franco ha trascorso la sua 100° maratona come meglio non poteva: nella sua terra abruzzese, in mezzo ai suoi amici e partenti festeggianti, con uno speaker che esaltava le sue qualità sportive e soprattutto umane (di presidente ed organizzatore) e con tutti gli atleti presenti che lo incitavano e gli facevano i complimenti per il prestigioso traguardo raggiunto.

Del resto, la Maratona di Pescara si presta a questo tipo di festeggiamenti, vuoi per la regia occulta dell’organizzatore Alberico Di Cecco, vuoi anche per i precedenti e collaudati festeggiamenti sulla stessa Piazza Salotto da parte degli ultra maratoneti pugliesi Domenico Martino e Guerino Pasquale di qualche anno addietro!

In definitiva non conosco la bontà e la grandezza della 50 km del Gran Sasso, ma ho toccato con mano, in una assolata domenica di ottobre a Pescara, la bontà e la grandezza del Presidente/organizzatore Franco Schiazza.

 

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17/20 IL RITORNO DELLA SIBILLA….INTORNO AL LAGO TRASIMENO!

Il programma, stravolto dal COVID, prevedeva la due giorni della Sibilla organizzata a Campi di Norcia in Umbria, la regione nella quale ho un ricordo particolare avendo corso intorno al Lago Trasimeno, testimoniato da casacca invernale e medaglia.

Infatti nell’edizione 2017 flagellata da vento e pioggia ho provato l’ebbrezza di correre intorno ad un lago (il Lago Trasimeno per l’appunto), o almeno per buona parte di esso; i più coraggiosi hanno corso per 58 km. con partenza ed arrivo a Castiglione del Lago, io optavo per la misura standard ovvero la maratona (con arrivo a Sant’Arcangelo) che, con quelle condizioni climatiche proibitive, è stata più che sufficiente!

 

Alla partenza incontravo la mia compagna di squadra Annalisa che, se non ricordo male, rientrava alle gare dopo la gravidanza, ed insieme ad altri centinaia di podisti, ci rifugiavamo dentro un bar per proteggerci dalla forte pioggia battente, prima dello start.

La trasferta umbra era stata decisa da mia figlia Ilaria, che aveva l’impegno di andare a fare visita alla sua amichetta del mare Camilla a Perugia; così dopo aver lasciato Ilaria nel capoluogo umbro  io con mia moglie ci recavamo a Gubbio dove avevamo prenotato un hotel in pieno centro storico.

E così tra Perugia, Gubbio ed il Lago Trasimeno il week-end umbro lo abbiamo trascorso anche degustando le specialità del posto (specie per recuperare le fatiche post gara) e soprattutto ammirare le bellezze della regione che era stata sconvolta da un violento sisma qualche anno prima.

 

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16/20 MAGGGICA ROMAAA….LA MARATONA DI ROMA

Virtualmente si corre la 6 ORE DI ROMA che si è sempre corsa in notturna intorno alla metà di luglio in Villa De Sanctis, ma non avendo mai partecipato il ricordo personale non va molto lontano; infatti resta nella capitale dove nell’arco della mia carriera da maratoneta ho corso ben sette maratone di Roma, testimoniato da magliette e medaglie.

Sicuramente la più importante dal punto di vista emozionale è stata l’edizione del 2005: era la mia prima maratona…ma non solo….era la prima volta che attaccavo un pettorale sulla canotta. Avevo trovato la squadra per l’occasione, insieme al mio amico Giuseppe, con il quale avevo iniziato il percorso podistico e soprattutto la preparazione che ci portava  a metà marzo ad intraprendere quello che per molti era una pazzia ma per me e Giuseppe era un obiettivo al quale tenevamo fortemente.

Ricordo la partenza all’ombra del Colosseo….noi spauriti in mezzo ad oltre 10.000 maratoneti “veri” provenienti da ogni parte del mondo; allo sparo, ovvero alla partenza dei top runners eravamo ancora incolonnati per entrare nel rettilineo di partenza di Via Fori Imperiali…che emozione!!!

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Conoscevo benissimo la città, in quanto ci avevo vissuto per circa cinque anni durante gli studi universitari e per questo ad ogni angolo indicavo a Giuseppe il monumento che incontravamo, la piazza che stavamo attraversando, la strada più o meno famosa dove era successo qualche evento, i palazzi delle istituzioni, le fontane, fino ad arrivare negli ultimi chilometri dove ci imbattevamo con i proverbiali sanpietrini….pure quelli li conoscevo ma non l’effetto che facevano alle gambe di un maratoneta dopo oltre 30 km di gara!!

All’arrivo la commozione fu grande ….mi sembrava che tutti aspettassero me che ero fortemente emozionato perché l’impresa si stava per compiere ….che bello ricevere la medaglia nel cuore di Roma!


Ovviamente avevo avvisato i miei amici romani della mia presenza a Roma in occasione della maratona e tanto era lo stupore di uno di essi che mi chiamava il giorno dopo la gara complimentandosi perché aveva letto su un quotidiano capitolino che la maratona di Roma era stata vinta da un abruzzese con il tempo record di 2h 08’02’’….ovviamente non ero io ma quel tempo da record che rimase imbattuto per parecchie edizioni era del mitico Alberico Di Cecco!

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15/20 I CONTI TORNANO….NELLE MARCHE E’ SEMPRE BELLO CORRERE!

 

Altro appuntamento mancato per via degli strascichi dell’emergenza Covid è quella della 6 ORE DI SERRA DEI CONTI. In molti me ne hanno parlato descrivendomela più una festa che una gara vera e propria per quanta allegria, musica, balli e specialità eno-gastronomiche che si incontrano lungo il circuito cittadino nel borgo marchigiano.

Tanto che lo scorso anno, nell’edizione 2019, ero pronto a partire per un week end con mia moglie nell’entroterra marchigiano ma venivo bloccato, qualche settimana prima, da un fastidioso infortunio che ancora oggi sento le conseguenze.

Non avendo mai corso, quindi, a Serra dei Conti il racconto di questa 15° maratona/ultra virtuale si sposta di qualche chilometro verso il mare dove per più anni si è corsa la Maratona del Piceno Fermano con partenza ed arrivo a Porto S. Giorgio, sul lungomare.

L’ho corsa un paio di volte sempre con gli stessi amici: Fabio e il padrone di casa Sergio, in quanto marchigiano doc essendo le sue origini proprio di Fermo e, per l’occasione ho “riesumato” maglietta e medaglie celebrative .

Nella prima occasione, dopo la gara, di corsa verso casa dei genitori di Sergio, dove la cara mamma Lina era tutta intenta a cucinare le squisitissime olive ascolane…e chi se la scorda quella mangiata!

Nella seconda circostanza, avendo poco tempo a disposizione nel post gara, Sergio ci portava direttamente da Fermo le prestigiose olive ascolane cucinate sempre dalla signora Lina, che consumavamo in macchina appena dopo il sospirato arrivo della maratona.

In entrambe le occasioni, nonostante il gran caldo, nonostante la scarsa preparazione e nonostante gli interminabili rettilinei del lungomare tra Porto S. Giorgio e Fermo, le olive della mamma di Sergio hanno sempre allietato l’evento, tant’è che la memoria, a distanza di anni, si sofferma ancora su quel “delizioso” particolare.

E’ sempre bello correre nelle Marche specie in compagnia di un amico podista  marchigiano che non lascia mai nulla al caso, soprattutto se si tratta di specialità culinarie.

 

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14/20 LA ULTRA PISTOIA ABETONE NEL RICORDO DELLA MARATONA D’ITALIA

La 14° puntata delle maratone/ultramaratone virtuali fa tappa sull’Appennino Toscano dove da molti anni si svolge la caratteristica Pistoia Abetone, gara quasi completamente in salita adatta ai podisti duri.
Ovviamente mi sono sempre badato bene dal correrla, sia per il percorso molto impegnativo e sia per il caldo fastidioso di fine giugno.
Domenica scorsa un gruppetto di ultramaratoneti del Club si sono cimentati nel ricordo dell’appuntamento toscano; io preferisco scavallare gli Appennini ed andare a raccontare la maratona d’Italia che si è svolta per molti anni a Carpi (come testimoniano maglietta e medaglia dell’epoca), e che purtroppo, per via di difficoltà organizzative la gara è stata cancellata dal calendario nazionale delle maratone.

Ho avuto il piacere di correrla nell’anno della ricorrenza del centenario della vittoria olimpica di Dorando Pietri (poi revocata per squalifica) in occasione delle Olimpiadi di Londra del 1908; ricordo che durante la gara ho incontrato parecchi maratoneti che correvano con il look di Dorando, ovvero pantaloni al ginocchio, canottiera bianca e fazzoletto con quattro nodi alle punte in testa.

Nell’occasione era stata inaugurata una statua a grandezza naturale di Dorando in una Piazza di Carpi e la maratona onorava questo illustre cittadino passandoci nei pressi.
Era bellissima la location della partenza dinanzi la fabbrica della Ferrari a Maranello, con tutte le foto delle rosse in bella mostra ed ovviamente io ed i miei amici Piero, Tommy, Luigi e Maria non ci siamo fatti pregare per immortalarci insieme a quei bolidi.


Durante la gara ricordo che nell’attraversare Modena passavamo all’interno della Caserma dell’Accademia Militare e nel cortile della scuola abbiamo trovato moltissimi Cadetti che al nostro passaggio ci facevano il saluto militare.


Infine, l’arrivo nella splendida ed assolata Piazza dei Martiri nel centro storico di Carpi con tantissima gente a fare il tifo per acclamare non solo i tre keniani che salivano sul podio, ma anche noi maratoneti normali che avevamo impiegato un tempo non proprio da record.

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13/20 LA VALLEE’ VIRTUALE MA PARIS E’ SEMPRE PARIS….

Lo scorso anno si è corsa la 1° edizione della Maratona della Valle d’Aosta proprio nel capoluogo di regione della piccola regione ai confini con la Francia.

Mentre alcuni supermaratoneti hanno improvvisato in questi giorni post covid una seconda edizione a ranghi ridotti (ovvero solo virtuale) io mi accontento di ricordare la mia maratona in terra francese e precisamente a Parigi.

Era l’edizione 2014 e organizzavo, con il mio amico e compagno di tante avventure Fabio, la trasferta con le nostre rispettive famiglie; obiettivo dichiarato: correre una bella maratona con partenza ed arrivo nella meravigliosa Champ Elisee e visitare la città più romantica d’Europa unitamente alle nostre mogli e figli.

La gara era particolarmente bella con un percorso che ha costeggiato la Senna ed ha toccato i punti più importanti turisticamente  della città transalpina. La cosa particolare  è stata la maglietta ricordo che ci fu consegnata dopo l’arrivo insieme alla medaglia: la cosiddetta maglia del finisher….

Dopo la maratona c’è stata un paio di memorabili birre con il futuro patron della “Corriamo per il luppolo”, che ci ha ristorato dalle fatiche incontrate in quei 42.195 metri pieni di insidie e difficoltà ma portata a termine, nei pressi dell’Arco di Trionfo, con soddisfazione sotto gli occhi dei nostri familiari, i quali dapprima hanno ammirato le meraviglie del Louvre e successivamente le performance dei due maratoneti di casa.

Dal pomeriggio post maratona giro turistico della città con foto di rito con tutta la famiglia, che ogni tanto si lamentava che …..avevamo camminato troppo!!!

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12/20 STOP ALLE COZZE….NELLA MARATONA DEL GARGANO

Eh …già….non finisce qui!
Il Presidente del Club Supermarathon ci ha comunicato che se abbiamo voglia (di raccontare) e forza (di correre) oltre che continuare a donare (obiettivo …..non casuale arrivare a 42.195 euro) possiamo continuare e così è giunta l’ora della Maratona del Gargano sapientemente organizzata dal mitico Pasquale Giuliani.
Personalmente l’ho corsa lo scorso anno ed a testimoniarlo sono la maglia e la medaglia ricevuta all’arrivo, sotto un sole bollente che ha condizionato notevolmente la gara.
Correre sul Gargano è molto suggestivo in quanto hai sempre sullo sfondo il mare Adriatico dal quale emergono le Isole Tremiti che sembrano guardarti mentre corri su e giù per le strade coperte dalla particolare vegetazione tipica del promontorio del Gargano.
Ed è per questo motivo che per rievocare questa gara con questo scenario ho cercato sul mio territorio qualcosa di simile….Isole Tremiti comprese….


Ricordo, con particolare emozione, il momento in cui mi sorpassava Alberico Di Cecco (lui aveva già percorso 8 km in più di me in quanto iscritto alla 50 km) il quale mi incitava dicendomi che non era affatto caldo, mentre entrambi stavamo bevendo una bottiglietta d’acqua, abilmente distribuita dall’organizzazione.
All’arrivo siamo stati tutti acconti personalmente dal patron della manifestazione Pasquale Giuliani, il quale, viste le particolari condizioni atmosferiche, voleva sincerarsi del nostro stato di salute, anche in vista del sontuoso ristoro organizzato per l’occasione.
E così, dopo una veloce birretta con gli amici Antonio e Alessandra, mi sono recato a quello che era tutt’altro che un normale ristoro post maratona, in quanto le signore di Cagnano Varano si erano impegnate a preparare ogni ben di Dio ed in particolare la zuppa di cozze, che oltre ad essere squisita, era infinita, in quanto veniva servita ad oltranza….a dispetto dei voucher che ci avevano consegnato al momento del ritiro del pettorale.


E così ho capito perché il nostro Presidentissimo Paolo Gino ha dato nome a questa maratona virtuale STOP ALLE COZZE…anche lui è rimasto incantato dalle signore di Cagnano che non si stancavano né di cucinare e né di servire degli squisiti sautè di cozze del Gargano!

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11/11 MARATONE VIRTUALI: SUVIANA SUCHE’FINITA…..RICORDANDO LA MARATONA DI REGGIO EMILIA

Siamo giunti alla fine di questa esperienza podistica virtuale con la maratona del Lago di Suviana, ridente località sull’appennino emiliano-bolognese.

A dire il vero è una maratona che non conosco e, pertanto mi riesce difficile parlarne e quindi mi sposto di qualche centinaia di chilometri più a nord ricordando la mia Maratona di Reggio Emilia corsa nell’anno 2009, e rievocata virtualmente con la maglia dell’epoca e la medaglia con il tricolore.

Ho un piacevolissimo ricordo di quella maratona in quanto avevo una gran voglia di andare in quella città a correre ma il periodo non era dei migliori per convincere mia moglie, che non gradiva affatto viaggiare nei periodi freddi. Allora mi inventavo che dovevo necessariamente andare per ritirare un premio….

Infatti, sul sito della Maratona di Reggio Emilia città del tricolore, mi saltava all’occhio l’esistenza di un concorso tra i partecipanti intitolato “ La Maratona di Reggio Emilia è…..” e così durante l’ultimo lungo, ovvero circa tre settimane prima l’evento, mi inventavo uno scritto che inviavo all’organizzazione.

Così, dopo un paio di settimane, ricevevo risposta che il mio scritto, letteralmente inventato perchè io a Reggio Emilia non c’ero mai stato, era stato selezionato per essere pubblicato sulla rivista della Maratona di Reggio Emilia ed avrei ricevuto, come premio, il pettorale gratis.

A quel punto, diventava cosa facile convincere mia moglie, che doveva accompagnare un maratoneta-scrittore a ritirare una “specie di premio letterario” nella città emiliana e, rileggendo oggi quel pezzo, ho notato anche un sapore profetico, in quanto proprio a Reggio Emilia ho stabilito il mio personale in maratona con il tempo di 3h e 34’.

 

Di seguito il mio “capolavoro letterario”.

La Maratona di Reggio Emilia….

Sarà l’aria particolarmente frizzante di metà dicembre….sarà il profumo proveniente dalle cucine delle mamme reggiane che si può sicuramente annusare percorrendo le strade selciate dell’hinterland di Reggio…..sarà quella voglia matta che Ti si mette sempre in testa “questa è la volta buona”…. sta di fatto che alla Maratona di Reggio Emilia vale proprio la pena esserci.

Non ci sarà il fiume di persone tipiche delle maratone di Roma/Firenze/Venezia, non ci saranno le auto che strombazzano ad ogni incrocio, tipico della Maratona di Milano, non ci saranno motorini che gareggiano con i podisti tipico della Maratona di Napoli, non ci saranno i lunghi ed interminabili rettilinei tipici delle Maratone di Padova/Carpi, ma ci sarà quel sottofondo del vociare emiliano misto a qualche frenata di bicicletta, nonché un battimani continuo che Ti incita e motiva a dar fondo a tutte le Tue energie per poter arrivare in Corso Garibaldi e dare una prima occhiata allo sventolante tricolore ed l’altra al display del cronometro: sarà il tuo personale!

Aggiungi che quest’anno si correrà il giorno di Santa Lucia, giornata di per sè magica, e unisci anche tutta la proverbiale collaborazione dei volontari, che anche loro in questo giorno gareggiano tra loro per farTi sentire che Ti stavano aspettando a questa emozionante giornata di sport…..e allora il risultato è là….basta prenderlo!!!   

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